La storia di Netperla
I molluschi rappresentano una delle prime forme al mondo di vita animale, e datano indietro oltre 550 milioni di anni. I molluschi produttori di perle apparirono 530 milioni di anni fa, quando i molluschi sviluppavano le conchiglie. Le scoperte scientifiche sui molluschi produttori di perle illustrano il valore intrinseco e innegabile della gemma organica più apprezzata storicamente.
Classificazione scientifica dei molluschi produttori di perle
I molluschi comprendono il secondo più grande phylum del regno animale (ci sono approssimativamente 128.000 diverse specie). Il phylum (gruppo tassonomico gerarchicamente inferiore al regno e superiore alla classe) è suddiviso in sue subphyla, dei quali uno solo contiene delle specie che producono perle. I Conchiferi sono un subphylum del phylum dei molluschi che producono perle. In questa discussione, un mollusco che produce perle è un mollusco che produrrà perle di qualità da gioielleria.
Quali sono i molluschi che producono perle?
Sebbene tutti i molluschi del subphylum dei Conchiferi possano produrre formazioni che simili alle perle, la maggior parte di essi non sono molluschi produttori di perle. Di fatto è la quarta classe del phylum Mollusca bivalia ad essere la più importante per la formazione di perle. Un'altra nota classe che produce perle è quella dei Gastropodi (seconda classe) e Cefalopodi (quinta classe). Come risulta dalla classificazione scientifica del sistema sviluppato da Carl Von Linne nel 1758, ad ogni specie di mollusco viene dato un nome latino in due parti: il genere e la specie. Qualche volta una terza parte del nome descrive una sotto-specie, che può rappresentare delle differenze regionali di una specie di mollusco produttore di perle. Sebbene la conchiglia di un mollusco sia importante per l'identificazione di esso e sia critica per la formazione della perla, è di fatto lo spazio interno del corpo molle (mantello) del mollusco che scientificamente definisce la specie.
L' Evoluzione dei molluschi produttori di perle
La figura sottostante illustra l'albero evolutivo per il Phyluù Mollusca. Non tutti i molluschi produttori di perle appartengono ad una singola famiglia o gruppo. I produttori di perle sono distribuiti attraverso l'albero evolutivo. Le caselle che sono ombreggiate indicano classi di Conchifera che mostrano la produzione della perla composta di madreperla. La madreperla, o nacre, è il tessuto che riveste la conchiglia e crea il lustro unico delle perle.
La presenza molto diffusa di nacre indica uno di due punti:
Se quest'ultimo fosse vero, potrebbe spiegare perché certe specie di molluschi producono più perle di altri.
La maggior parte dei molluschi che producono perle sono bivalve, il che significa che la loro conchiglia hanno due metà connesse da una cerniera, come una vongola. Nonostante ci siano approssimativamente 20.000 specie di molluschi bivalve, solo relativamente poche di queste specie sono utilizzate nella coltivazione delle perle per creare perle da commerciare. Il termine “ostrica perlifera”, comunemente usato nel commercio delle perle, è di fatto incorretto – i molluschi che producono perle non sono ostriche. Seppure le ostriche commestibili possano occasionalmente produrre una perla, queste non hanno alcun significato dal punto di vista commerciale. Inoltre, per la salute dei nostri denti, le perle nelle ostriche commestibili non sono desiderabili. Gli allevamenti commerciali di banchi di ostriche commestibili sono infatti destinati a chiudere i battenti se persistono a formarsi delle perle al loro interno.
L' anatomia di un mollusco bivalva facilita la produzione di perle. A differenza di una lumaca chiusa, o conchiglia gastropoda, una vongola bivalve è aperta e piena di acqua, lasciando più spazio alla perla per formarsi. La maggior parte delle bivalve sono mangiatrici passive del filtro dell'acqua – cioé mantengono una posizione aperta nell'ambiente facendo costantemente circolare acqua al fine di fornire cibo. Questo processo è determinante per la produzione della perla, poiché la maggior parte delle perle naturali si formano come reazione a un parassita o corpo estraneo introdottosi dentro la conchiglia. Il sistema di apertura della struttura bivalve incrementa la probabilità di corpi estranei di introdursi, e la possibilità di una perla naturale di svilupparsi.
In contrasto, i Gastropodi non ricorrono al flusso dell'acqua per il cibo e solo solitamente predatori che deliberatamente raschiano il cibo da scogli o prede. I Gastropodi sono anche mobili e capaci di espellere particelle estranee prima che queste diventino nuclei per le perle, attraverso il movimento. La mobilità è stato un fattore di difficoltà nelle colture delle perle Abalone. Le perle Abalone vengono da larghe, lumache a forma di orecchio, il cui movimento spesso espelle i nuclei innestati. La perle Abalone hanno una bella madreperla blu-verde e un'affascinante iridescenza arcobaleno. A causa delle loro forme irregolari e iridescenza liquida, le perle abalone hanno una nacre che dà una bellezza singolare ad ogni perla.

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LA PERLA , simbolo, leggende e virtù.
(Interpretazione libera dell'articolo "LE PIERRES DU ZODIAQUE" di Sylvie Tribut pubblicato in data 08-07-2009)
La perla è un simbolo lunare, legato all'acqua e alla donna :
Nata dalle acque o nata dalla luna, trovata in una conchiglia, la perla rappresenta il principio Yin : essa è il simbolo essenziale della femminilità creatrice. Il simbolismo
sessuale della conchiglia comunica tutte le forze in cui è coinvolta. Lidentificazione della perla con il feto le conferisce delle proprietà riproduttive ed ostetriche.
E da questo triplo simbolismo, Luna-Acqua-Donna, derivano tutte le proprietà magiche della perle : medicinali, ginecologiche e funerarie.
A titolo d’esempio, la perla viene utilizzata, in India, come panacea : essa è considerata essere ottima per le emorragie, l'itterizia, la follia, l’avvelenamento, le
malattie degli occhi, la tisi, etc.… In Europa, veniva utilizzata in medecina per trattare la malinconia, l'epilessia, la demenza… Presso i Greci, era l’emblema dell’amore e del matrimonio.
In Oriente, le sue proprietà afrodisiache, per la fecondazione e come talismani, primeggiavano sulle altre. Come esempio di proprietà funerarie, le perle venivano depositate nelle tombe, perché
si riteneva che rigenerassero il defunto e lo accompagnassero in un ritmo cosmico, che presupponeva, all’imagine delle fasi della luna, la nascita, la vita, la morte, la rinascita.
La terapeutica indù moderna utilizza la polvere di perle per le sue proprietà rinvigorenti e afrodisiache. In certe province dell’India, vengono riempite di perle le bocche dei morti; lo stesso
costume si ritrova anche al Borneo.
Quanto agli Indiani d'America, Streeter scrive che come veniva fatto in Egitto ai tempi di Cleopatra, anche in Florida le tombe dei Re indiani erano ornate di perle.
I soldati di Soto scoprirono, in uno dei grandi templi, delle bare di legno dove giacevano, imbalsamati, dei morti, e vicino ad essi c'erano dei cestini riempiti di perle.
Delle usanze analoghe sono state segnalate, in particolare in Virginia e in Messico.
Lo stesso simbolismo ricopre l'uso di perle artificiali. Nei sacrifici e nelle cerimonie funebri del Laos, Madeleine Colani precisa che : « I morti sono coperti di perle per la via
celeste. Se ne mettono dentro gli orfizi naturali dei cadaveri. Ai nostri giorni, i morti sono sepolti con delle cinture, dei cappelli e degli abiti ornati di perle ».
In Cina, la medecina utilizzava unicamente la perla vergine, non perforata, che si riteneva guarisse tutte le malattie degli occhi. La medicina araba riconosce alla perla delle virtù identiche.
Con i Cristiani e gli Gnostici, il simbolismo della perla si arricchisce e si complica, senza tuttavia mai deviare dalla sua prima orientazione.
Efrem il Siro utilizza questo mito antico per illustrare sia l’Immacolata Concezione che la nascita spirituale di Cristo nel battesimo del fuoco. Origene riprende l’identificazione di Cristo con
la perla. Egli è seguito da numerosi autori. Negli scritti di Tommaso, celebre scritto agnostico, la ricerca della perla simboleggia il dramma spirituale della caduta dell’uomo e della sua
salvezza. Essa finisce per dare un significato al mistero del trascendente reso sensibile, la manifestazione di Dio nel Cosmo.
La perla gioca un ruolo di centro mistico. Essa simbolizza la sublimazione degli istinti, la spiritualizzazione della materia, la transfigurazione degli elementi, il termine brillante
dell'evoluzione. Essa fa pensare all'uomo sferico di Platone, immagine della perfezione ideale delle origini e della fine dell’uomo. Il musulmano rappresenta l’eletto al Paradiso come rinchiuso
in una perla in compagnia della sua Houri. La perla è l’attributo dell’angelica perfezione, di una perfezione tuttavia, non regalata, ma acquisita tramite una trasmutazione.
La perle è rara, pura, preziosa :
Pura perché è reputata senza difetti, per le perle bianche, e per il fatto che essere estratta da un acqua fangosa, o da una conchiglia, non la altera. Preziosa, essa rappresenta il Regno dei
Cieli nel vangelo di Matteo. Bisogna intendere che si puo' acquisire da questa perla vendendo ogni suo bene, come lo insegna Diadoco di Fotice, la luce intellettuale nel cuore, la visione
beatificatrice. Noi ritroviamo qui la nozione di perla nascosta nella sua conchiglia : come quella della verità, della conoscenza, per cui la sua acquisizione necessita uno sforzo.
Per Shabestari, la perla è la scienza del cuore : quando lo gnostico ha trovato la perla, il compito della sua vita è assolto. Il Principe d’Oriente degli scritti di Tommaso ricerca la
perla come Parsifal ricerca il Graal.
Questa perla preziosa, una volta ottenuta, non deve essere gettata davanti ai porci, come evoca ancora San Matteo : la conoscenza non deve essere data inconsideratamente a chi non ne è
degno. Il simbolo è la perla del linguaggio, nascosta sotto la conchiglia delle parole.
La perla nasce, secondo la leggenda, per effetto del lampo, o per la caduta di una goccia di rugiada nella conchiglia. Nel XVII° secolo, René François scriveva : « La madreperla è cinta
dai cieli e vive solo di nettare celeste, per dare alla luce la perla argentata, pallida o giallastra, a condizione che il sole ci dia del suo e che la rugiada sia più pura ». In tutti i
casi ne è la traccia dell’attività celeste e l’embrione di una nascita, corporale o spirituale, come il centro bindu nella conchiglia, la perla-Afrodite nella sua conchiglia.
La nascita di Venere – Botticelli - Museo degli Uffizi - Firenze :
I miti persiani associano la perla alla manifestazione primordiale. La perla nella sua conchiglia è come il genio nella notte. L’ostrica contenente la perla è sempre più diffusamente confrontata
all'organo genitale femminile.
Associata per natura all’elemento Acqua, i draghi la tengono nel fondo degli abissi, la perla è anche legata alla Luna. L’Atharvaveda dice che la perla è la figlia di Soma, che è
la luna, cosi anche un elisir d’immortalità.
Nella Cina antica, si osserva una mutazione delle perle e degli animali acquatici, in parallelo alle fasi della luna. Le perle luminose, le ninfee Escarboucle, prestavano il loro splendore alla
luna; esse proteggevano dal fuoco. Ma esse sono alla volta acqua e fuoco, immagine dello spirito nascente nella materia.
La perla di Veda, figlia di Soma, si ritiene che protegga la vita. Essa è, anche in Cina, simbolo d’immortalità. L'abito ornato di perle o le perle introdotte negli orfizi dei cadaveri
impediscono la loro decomposizione. Cosi come accade per la giada o l'oro.
Bisogna notare che la perla nasce allo stesso modo della giada, possiede gli stessi poteri e serve agli stessi usi.
Simbolo di un ordine analogo: quelle delle perle infilate su un filo. È il rosario, il sutratma, la catena dei mondi, penetrati e collegati da Atma, lo Spirito universale. Cosi la collana di perle simbolizza l’unità cosmica multipla, l'integrazione degli elementi dissociati di un essere nell'unità della persona, la messa in relazione
spirituale di due o più esseri; ma la collana spezzata è l’immagine della persona disintegrata, dell’universo sconvolto, dell’unità stremata.
In Oriente, e soprattutto in Persia, la perla ha in generale un carattere nobile derivato dalla sua sacralità. Per questo essa orna la corona dei re. Ritroviamo delle tracce di questo stesso
carattere nelle parure di perle, specialmente negli orecchini, ornati di perle rare e preziose : qualche cosa di questa sacra nobiltà ricade su colui che le porta.
Nel simbolismo orientale dei sogni, la perla conserva le sue caratteristiche particolari e si interpreta generalmente come il fanciullo o ancora la donna e la concubina. E ancora
si identifica con la scienza e la ricchezza.
Da notare ancora che le dodici pietre della Gerusalemme celeste costituivano i dodici fondamenti « Le dodici porte sono dodici perle ; ciascuna porta è di una sola perla ».
Sul piano fisico, la perla è una concrezione globulosa o sferica, prodotta da certi molluschi, che hanno ricoperto di madreperla in strati successivi un corpo estraneo. La sua apparenza brillante
può prendere tutti i colori : bianco, argentato, beige, rosato etc, in una moltitudine di colori e di riflessi sui colori. Così, la perla evoca sempre qualche cosa di prezioso, di raro, di
notevole, senza difetti.
Le Virtù della Perla :
Vengono accordate certe virtù alla perla, in particolare essa preserva colui che la porta e gli permette di sviluppare una stabilità di umore. Essa infonde anche la forza di guarirsi da soli.
Così come la pietra della luna, essa favorisce la liberazione del blocco emozionale situato nell'addome. Essa dà agli uomini le qualità femminili quali la tenerezza, la sensibilità, l’intuizione.
Sul piano spirituale, essa favorisce il lavoro su di sé allo scopo di rinforzare la lealtà, l’autenticità. Sul piano fisico, essa agisce sugli organi della digestione e la circolazione dei
fluidi.
Le Perle nella Storia :
Le prime perle conosciute sono legate all' uomo di Neanderthal. Esse sono state ritrovate a La Quina, un sito in Francia, nel dipartimento della Charente, che data di 38 000 anni circa avanti
Cristo. Questi sono dei denti e delle ossa di animali, incisi e portati come pendenti.
In seguito, le perle fabbricate dall'Homo Sapiens non apparvero in gran numero prima del primo periodo del Paleolitico superiore dell’Europa occidentale, il Castelperroniano
(verso il 31 000 a.C.).
Uno dei più antichi depositi di perle è stato trovato nella Grotta della renna ad Arcy-sur-Cure in Francia, datato 31 000 a.C.. : dei denti di volpe, di iene, di lupo, di renna,
di orso e di marmotta sono stati incisi per essere sospesi insieme in collane. Delle perle fatte di conchiglie fossili sono state trovate su una serie di suoli d'occupazione di un rifugio sotto
roccia calcarea detto “abri pataud”, nel sud Ovest della Francia. Datano tra 30 000 e 19 500 anni avanti Cristo.
Un artigianato sempre più evoluto si sviluppò durante il periodo Gravettiano dell’aurignaziano (30 000-18 000 a.C.), più o meno contemporaneo alle prime pitture e incisioni
rupestri d’Europa. Alla fine del Paleolitico superiore (517 000-10 000 a.C.), la forma delle perle, così come la loro disposizione e gestione, divenne più complessa.
La perla è unica per la sua bellezza rivelata senza l'aiuto dell'Uomo: né taglio, né levigazione ! Secondo la leggenda indù, Krishna l’avrebbe raccolta nel fondo dell'oceano per
ornare sua figlia nel giorno delle sue nozze. E 2300 anni prima dell'era cristiana, i Cinesi accettavano le perle come pagamento delle tasse… Il più antico gioiello con perle è stato ritrovato a Suza, in Iran, durante le perquisizioni effettuate nel 1901: una collana di tre fili che conta 216 perle
che ornava il collo di una principessa Achemenide, addormentata nel suo sarcofago già quattro secoli avanti Cristo.
Nel 1515, l’esploratore Balboa scoprì nel Golfo di Panama una perla da 200 grani (50 carati), battezzata “Peregrina”, talmente eccezionale da ornare la corona reale spagnola. Dopo esser
passata tra le mani di Giuseppe Bonaparte, Ortensia di Beauharnais, Luigi Napoleone e la Marchesa di Abercorn, essa fu messa all'asta, nel 1969, presso la casa d'aste Sotheby’s dove fu acquistata
da Liz Taylor che la lasciò malauguratamente alla portata del suo cane che in un movimento infelice.... la divorò ! Poi la restituì per le vie naturali non senza averla un po' danneggiata!
La perla di coltura :
Le perle sono state a lungo considerate come delle pietre preziose, la cui origine fu spesso attribuita ad una goccia di rugiada solidificata. Da molto tempo, i Cinesi sapevano che il mantello
dei molluschi secerneva la nacre della loro conchiglia, e si trova così, dal XII° secolo, dei Buddah di madreperla risultanti dal rivestimento, perpetuato per alcuni anni, di un modello di piombo
o stagno introdotto tra la conchiglia e il mantello di un mollusco di acqua dolce.
Nei dintorni di Kobe, Mikimoto mise a punto la tecnica dell'allevamento in cesti sospesi a delle corde, e utilizzò un metodo di innesto nel
mantello al fine di far secernere madreperla in strati intorno al nucleo di nacre. Questa tecnica era stata ispirata dalle ricerche intraprese precedentemente dal suo defunto
genero. Mikimoto commercializzò le sue prime perle di coltura negli Stati Uniti, organizzando con genio i suoi allevamenti di perle.
I segreti della tecnica della coltura furono ben protetti, nonostante la curiosità americana, e le coltivazioni perlifere non poterono dunque insediarsi fuori dal Giappone se non con la presenza
di operatori giapponesi esperti nella tecnica di innesto.
In seguito al lavoro di uno dei fratelli Fujita, si è sviluppata dal 1960 una coltura di perle in acqua dolce, l'innesto viene introdotto senza
granello di nacre nel mantello del mollusco, e si sviluppa una perla di coltura il più delle volte ovale o barocca, e solo raramente rotonda, larga e irregolare al centro; ogni mollusco può
ricevere fino a venti innesti per valva, ovvero quaranta innesti in totale(in generale, solamente da 10 a 15 innesti per valva vengono introdotti per non sottomettere il mollusco a uno sforzo
troppo grande).
Dopo una crescita e uno sviluppo per almeno due anni, le perle di coltura vengono estratte con molta cura dal mollusco, facendo attenzione a non ferirlo troppo; questo potrà così produrre una
seconda generazione di perle e alle volte anche una terza.
Le perle di coltura di acqua dolce hanno spesso delle forme barocche, ammaccate, in grano di riso, ma, sempre più spesso, si trovano quasi
perfettamente sferiche, facendo concorrenza in bellezza, e soprattutto nel prezzo, alle perle di acqua di mare.
Dalla fine degli anni 70, una coltura di perle in acqua dolce si è fortemente sviluppata sul modello della coltura di perle del lago Biwa; le perle di coltura sono anche commercializzate mediante
l'intermediario dei Giapponesi. La Cina è divenuta dal 1990 il principale produttore di perle di coltura a impianto organico, e spesso di forma quasi rotonda.
Le perle possono essere coltivate dappertutto ma certi paesi ne hanno fatto una propria specializzazione. Davanti al crescente successo delle perle di coltura e grazie ad un incremento del
commercio mondiale, sempre più paesi si lanciano con più o meno successo e ritrovano le tradizioni della coltura delle perle: Filippine, Vietnam, Indonesia, Birmania, etc.…
La Perla nella Pittura :
“La Ragazza con l'orecchino di perla” è conservato al Mauritshuis dell'Aia (Olanda). Viene nominato anche « La Gioconda del Nord ». Questa tela sarebbe stata dipinta intorno al 1665, da
JanVermeer, in effetti non è datata. Non si conosce nemmeno chi sia all'origine dell'opera né per chi sia stata realizzata. Tuttavia è firmata IVMeer e si differenzia totalmente dalle altre tele
di Vermeer, particolarmente per il fatto che la ragazza guarda dall'alto della sua spalla, cosa che fa pensare che la persona che lei guardava non era altro che il pittore stesso.
Vermeer ha lavorato con degli elementi cromatici semplici e qualche glacis dello stesso pigmento per esprimere le ombre. Il turbante, melange d’oltremare e di bianco, è sormontato da un tessuto giallo splendente ; l'abito modellato con un ocra più chiaro fa risaltare il bianco del collo che si riflette nella perla. L'arte utilizzata per la pelle è un glacis fine, di color carne, con un sotto-modello trasparente.
André Malraux, sulla perla dell'orecchino, sottolineava la semplificazione magistrale che ne fa un « sassolino traslucido ». Siamo sempre nel mondo acquatico e
lunare del Cancro.
Quanto al Mauristhuis, si tratta di un piccolo museo, antico e tranquillo, quadro perfetto per questa Ragazza dall'orecchino di perla. I giorni di inverno, capita che non ci
sia alcun visitatore nella sala dove la tela è esposta. Fuori le strade sono silenziose; la luce che cade dal basso cielo è quella che Vermeer ha conosciuto. E in mezzo a tutte le opere ricercate
del XVII° secolo che la circondano, la ragazza emerge in una macchia di colore chiaro e ilumina la sala, come amava evocare Hans Koning, scrittore e giornalista olandese.
Esistono altre tele meno celebri del quadro di Vermeer in cui la perla illumina la tela. Si tratta del ritratto di Maria Antonietta con i suoi bambini, ad opera di Elisabeth Vigée Le Brun (1787),
e del ritratto della Duchessa di Brunswyck ad opera del pittore inglese Thomas Fraye (1761-1762) e sopra tutti quello di Sophie Septimanie, contessa Pignatelli, dipinto nel 1763
da Alexandre Roslin. Nel 2006, questa tela lasciava il castello di Dampierre-en-Yvelines per il Minneapolis Institute of Arts.
La Perla nella la Letteratura :
La Perla è associata ad un Gallo nella celebre fiaba di La Fontaine, “Le Coq et la Perle” che il pittore Philibert Léon Couturier ha raffigurato in diversi quadri, dei quali uno si trova al museo Denon a Chalon-sur-Saône. Sul quadro si vede un gallo che tiene nel becco una perla appesa ad un pezzetto di catenina che ha trovato in un panno in terra dietro di lui.
E ancora segnaliamo « La Perla », un romanzo americano di John Steinbeck pubblicato nel 1947. Narra la storia di Kino, un povero pescatore indiano che vive con sua
moglie e il figlioletto nella città di La Paz, sul le Golfo del Messico. Suo figlio Coyotito viene punto da uno scorpione; Kino e sua moglie Juana pescano una perla la cui
vendita li aiuterà a pagare il medico, ma il medico è razzista e non ama curare i “piccoli indiani”, comme li chiama lui. Kino, furioso, desidera malgrado tutto salvare il suo bambino. A tal
fine, decide di andare a pescare delle perle e, quando riemerge in superficie, si rende conto che la perla che ha appena pescato è enorme, è “La Perla del Mondo” della quale parlano tutte le
leggende sui pescatori. Da questo istante la sua vita cambia completamente. Mentre rode di cupidigia, di diffidenza e d'invidia, sua moglie, dal canto suo, perde fiducia e fa di tutto per
disfarsi della perla. Sopraggiungono diverse disgrazie, poiché la popolazione vuole strappare la perla dalle mani di Kino. Egli decide allora di andarsene con sua moglie e suo
figlio, al di là della montagna, nella speranza di vendere la perla a Loreta, la città della Vergine. Si rendono conto rapidamente che sono inseguiti e cercano invano di
seminare gli inseguitori. Dopo avere nascosto la sua famiglia, Kino riesce ad attaccare gli inseguitori a sorpresa uccidendone due. Sfortunatamente, un colpo sparato da uno degli inseguitori (che
a priori, credeva di mirare ad un animale) raggiunge Coyotito alla testa. Infine, la coppia rientra al villaggio e Kino, disperato per la perdita del loro figlio, ributta la perle in mare, dove
essa ritrova il suo posto.
Steinbeck si è ispirato ad una fiaba tradizionale messicana. Come la maggior parte dei suoi romanzi, La Perla analizza gli effetti della povertà e della ricchezza, sviluppando
soprattutto la corruzione che può derivare dalla ricchezza, ed evocando le pesche capitali. Dipinge inoltre la condizione dei pescatori di perle e i pericoli del loro mestiere.
Più vicino a noi, Juliette Benzoni è l’autrice di un romanzo storico, « La Perla dell’Imperatore » che narra la storia della celebre perla « La Regente » che Napoleone I offrì alla sua seconda moglie Maria-Luisa. Da qui l'autrice racconta che questo bel gioiello non a cessato di fare versare sangue, causando danni e disgrazie ai suoi differenti proprietari.
Bibliografia :
Dictionnaire des simbolos – Jean Chevalier et Alain Gheerbrant – Collection Bouquins chez Robert Laffont/Jupiter
Le Grand Livre de la Magie des Pierres – S. Da Ros – Editions Trajectoire.
LA PERLE… UNE PETITE CONCRESSION LUNAIRE
(08 - LES PIERRES DU ZODIAQUE) par sylvie Tribut le 08-07-2009
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Traduzione dell'articolo sulle perles fini pubblicato dal sito di informazioni di France24 :
L’ancestrale pesca delle perle riemerse dal Golfo :
Per molto tempo trascurata a vantaggio dell'attività lucrativa del petrolio, la pesca delle perle naturali riprende dopo qualche anno i
suoi diritti nei paesi del Golfo Persico. Il nostro osservatore del Kuwait ci fa prendere il largo coi suoi pescatori di gioielli.
Storicamente, le migliori perle naturali del mondo provengono dal golfo Persico, e in particolare dall’isola di Bahrain. Le perle di questa regione si caratterizzano per un lustro eccezionale
dovuto al mescolarsi dei corsi d'acqua dolce e d'acqua salata presenti nel Golfo.
All'inizio del XX° secolo, la scoperta di enormi giacimenti di petrolio nel Golfo e la concorrenza delle Perle di coltura Giapponesi
hanno messo fine a questa attività ancestrale.
Da qualche anno, diversi paesi del Golfo hanno ridato vita a questa pesca tradizionale. Il Qatar celebra questa tradizione durante la settimana culturale che organizza ogni anno. Il Kuwait ha,
quanto a lui, creato il comitato del patrimonio marittimo incaricato di riprodurre il percorso tradizionale dei pescatori di perle. E il Bahrain ha vietato l’importazione delle perle di coltura e ha deposto la sua candidatura per iscrivere la pesca delle perle sulla lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.
Foto: Mohammad al-Saleh, nipote di un pescatore di perle e fotografo in Kuwait.
Il ritorno dei pescatori di perle in Kuwait
"Nel passato, il viaggio dei pescatori di perle durava quattro mesi"
Nell'estate 2008, mi sono recato a Ras Salimiya, nei bordi del Golfo Persico, per incontrare i sommozzatori che rientravano dalla pesca alle ostriche. Il comitato del patrimonio marittimo del
Kuwait organizza ogni anno un viaggio che dura circa un mese.
Una volta sulla terra ferma, i sommozzatori hanno esposto i loro raccolti mostrando al pubblico le tecniche di apretura delle ostriche. Questa operazione è nota sotto il nome di 'falg almahar'
e ha generalmente luogo in mare aperto un po' prima dell'arrivo del 'tawach', il commerciante di perle che stima a bordo la qualità e la dimensione delle perle e negozia il miglior prezzo.
Questa tradizione secolare ha i suoi rituali e la sua terminologia. Nel passato, il viaggio dei pescatori di perle durava quattro mesi. Il giorno della partenza, denominato 'dacha', ed il
giorno del ritorno, 'gofal', sono numerose le famiglie dei pescatori sul molo. Ma solo il 'nahham' accompagna i pescatori durante il loro lungo viaggio. Per distrarli, egli intona dei canti di
marinai che richiamano le prodezze dei pescatori, i pericoli del mare e la nostalgia dei propri cari e della patria."
Testimonianza di Mohammad al-Saleh, nipote di un pescatore di perle e fotografo in Kuwait.
"Falg almahar" ovvero l'apertura delle ostriche in Qatar
Foto: Mohammad al-Saleh
Le perle naturali del Bahreïn
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I pescatori di perle : Moretti Valentina
La collana nominata “THE VERSATILITY STRAND NECKLACE“: Ci sono voluti ben cinque anni per trovare le perle perfette per questa sbalorditiva collana, che sarà venduta per oltre 800.000 dollari. Fotografia: Colin Murty Fonte: PerthNow
In un aerato laboratorio sulle acque di Fremantle, in Australia, Simon Henderson a Marianne Skitmore sono chinati in contemplazione su 58 perle disposte su un telo di velluto. Specchi d'acqua alla luce del sole dalle finestre fanno luccicare le sfere dalle tinte rosa mentre i due discutono la loro prossima mossa.
Skitmore inserisce cautamente una perla in un morsetto, tenendola ferma con le sue dita prima di ronzarci intorno come un dentista con un minuscolo trapano. Fora la perla attraverso il
centro, quindi prende un ago flessibile e un filo di seta e in modo aggraziato lo passa due volte, annodandolo in entrambe le parti per legare la perla alle altre sfere lucenti già
infilate.
Ci sono voluti cinque anni di ricerche con un valore di 100 milioni di dollari di perle - 25 raccolte da cinque allevamenti di perle – per arrivare a questo momento con il perfetto esemplare che giace ora davanti a loro. Henderson, il capo designer delle gioiellerie Kailis di Perth (Australia), e Skitmore, il suo esperto tecnico, stanno assemblando il più costoso filo di perle che abbiano mai fatto. Ogni perla è stata scelta per la sua perfetta rotondità, la tinta rosata (la più ricercata), e il lustro eccezionale.
“Quando stai lavorando con qualcosa così speciale vuoi veramente farlo proprio bene” ha dichiarato Henderson.
Più tardi, quando il pezzo è stato completato, egli descrive la sua reazione nel prenderla in mano per la prima volta: “Fu uno di quei momenti da “Eureka”. Mi vennero le lacrime agli occhi, perché non sono cose che si vedono molto spesso.”
Sono già arrivate espressioni di interesse per la collana intorno a 800 mila dollari, ma potrebbe andare ben oltre questa cifra. “Per la rarità di queste perle, il mercato detterà definitivamente il suo prezzo” dice Sonia Mackay-Coghill, general manager di Kailis.
Le perle Australiane utilizzate nella collana stanno anche dietro al successo dei compari della compagnia Australiana Paspaley e Autore. Le perle Australiane di Paspaley sono ricercate dalle gioiellerie più lussuose del mondo e dai designer come Tiffany & Co, Harry Winston, David Yurman e Mikimoto, ma si riserva la crema del raccolto per la sua propria collezione, che viene venduta nei negozi a Sydney, Broome, Darwin, Hong Kong, Abu Dhabi and Dubai.
Autore, che ha aperto il suo negozio fiore all'occhiello a Sydney in King Street in Dicembre dello scorso anno, è anche presente in oltremare. Scarlett Johansson e Cate Blanchett sono tra le celebrità che hanno indossato i suoi pezzi sul tappeto rosso, e il marchio è tenuto da uno dei commercianti più esclusivi del mondo, come Neiman Marcus e Lane Crawford.
Dopo un paio di anni duri per l'industria della perla – le vendite di perle in Australia e oltremare scesero drasticamente nel 2008 e nel 2009 e centinaia di posti di lavoro sono stati persi – sta riemergendo dopo un incremento dei prezzi in tutto il mondo. La collana Kailis da 800 mila dollari è stata chiamata versatile, ovvero “THE VERSATILITY STRAND NECKLACE” perché può essere indossata in sette modi diversi, dalla lunghezza di collana Opera a braceletti e choker. Essa mostra come le perle possono cambiare coi tempi.
Le creazioni di Henderson e Skitmore, per esempio la collezione “Luminesse”, si ispira a fluidità e forma e caratterizza oro bianco e diamanti bianchi contro le incantevoli perle bianche. “Quando lanciammo il marchio, la gente non aveva visto contemporaneamente la gioielleria di perle che le persone giovani potevano indossare… Aprimmo veramente gli occhi a qualcuno.”
Ma mentre il design può essere scherzoso e sensuale, sono le perle stesse le vere star. Dice Henderson: “E' come guardare un gioiello e dire ‘Cosa posso prendere da questo gioiello adesso per lasciarlo in una forma che meglio si sposa con le perle e le mette bene in mostra? ’”
Kailis, un piccolo giro d'affari a gestione familiare, basato a Perth in King Street, va mostrando una notevole crescita. Vende fino a 60 fornitori globalmente, incluso Place Vendôme e il Ritz hotel di Parigi e Londra Old Bond Street, alla Croisette a Cannes, e in Spagna. Negozi a Perth, Fremantle e Broome soddisfano la domanda locale.
Ma per tutto il commercio e il marketing intelligente – la campagna ”Luminesse” fu ripresa dal famoso fotografo Rankin - Henderson attribuisce il successo di Kailis alla sua materia prima. “Le acque Australiane sono le migliori per la produzione della Pinctada Maxima, che è l'ostrica che produce le nostre perle”’ dice, “È nativa della costa nord occidentale dell'Australia, quindi è logico che sia più felice in quelle acqua, che sono calde e incredibilmente pulite.”
Per i gioiellieri di perle d'Australia, il futuro appare roseo poiché una nuova generazione in crescita apprezzerà la loro merce – ma Henderson studia la sua collana “VERSATILITY STRAND NECKLACE”, è la sua unica e irripetibile bellezza più che il suo risultato finanziario che cattura il suo cuore. “Facciamo tutto quello che è in nostro potere per aiutare le ostriche a produrre le migliori perle possibili,” dice, “ma alla fine del giorno è veramente dipendente dalla natura quello che riceviamo.”
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Perle Australiane
Perle Keshi
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