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Perle di coltura - L'origine contestata delle perle

Pubblicato il da Netperla

L'origine contestata delle perle di coltura

Da dove apprendiamo che la perla di coltura è un'invenzione australiana.
Dos O'Sullivan

Fonte di informazione : Austasia Aquaculture: 12(4), agosto/settembre 1998


Secondo questa fonte, la prima persona a scoprire il segreto della produzione di una perla di coltura   da parte di un'ostrica non fu affatto il celebre Mikimoto ma un impiegato di servizio della pesca in Australia, William Saville Kent, nel 1890. John Saltmarsh, figura dell'industria perliera di Queensland da più di 15 anni, mette in chiaro questo malinteso della storia.
Uno dei perlicoltori più conosciuti nel Queensland è John Saltmarsh, la cui impresa familiare Roko Pearls opera nello Stretto di Torres da più di 15 anni. In una recente conferenza, John Saltmarsh ha sorpreso molti dei suoi spettatori sottolineando che la prima persona a produrre perle di coltura non fu Mikimoto, ma bensì un agente dei servizi della pesca d'Australia, nel 1890.
L'ostrica perlifera viene sfruttata in Australia da molto tempo.

Da oltre un secolo, le ostriche perlifere delle acque che bagnano le coste Nord dell'Australia, sono state sfruttate per la loro madreperla. La scoperta di una perla naturale era all'epoca considerata come un profitto inatteso nell'ambito della raccolta della madreperla o nacre. Così, le ostriche perliere  vengono spesso battezzate "nacre". Durante la Seconda Guerra mondiale, la filiera della madreperla è riuscita a sopravvivere a scapito di severe perturbazioni, senza tuttavia mai rimettersi interamente a causa dell'arrivo della plastica nella fabbricazione dei bottoni. Dalla fine del secolo precedente, pochi si sforzarono di coltivare le ostriche perlifere.  G. S. Streeter di Broome è conosciuto per avere coltivato, negli anni 1890, delle semiperle a Roebuck Bay, eseguendo dei piccoli fori nella conchiglia delle ostriche vive e inserendovi delle piccole particelle sferiche di nacre, formando un nucleo.

È nel 1956 che la perlicoltura vede realmente il giorno, con la creazione di un allevamento appartenente a Pearls Proprietary Ltd, un consorzio australo-japonaise di Kuri Bay, a 420 km a nord di Broome, in Australia occidentale. Dal 1973, Kuri Bay è reputata di produrre quasi il 60% delle più belle perle rotonde, semiperle e perle barocche del mondo. Oggi, la perlicoltura è l'industria di acquacoltura australiana più importante; essa rappresenta ogni anno da 200 a 250 milioni di dollari australiani. La principale specie coltivata è la Pinctada maxima, l'ostrica dalle labbra dorate, a nord-ovest dell'Australia occidentale (al primo capo attorno a Broome), sulla penisola di Coburg e nella regione di Darwin e di Bynoe Harbour (Territorio del Nord), e infine nella parte nord del Queensland, essenzialmente nella regione dello stretto di Torres. I sommozzatori raccolgono sui fondali marini le ostriche perlifere selvagge, nel quadro di un sistema  che previene il sovrasfruttamento della specie.

La cultura tradizionale su zattere continua ad essere utilizzata in certe parti dello stato del Queensland; tuttavia, la maggior parte dei perlicoltori utilizzano palamiti di superficie o immersi. La coltura nel fondale perdura in alcune zone. Dei pannelli di griglie di plastica trattengono le ostriche perlifere in sacche individuali, cosa che facilita la loro pulizia periodica con getti d'acqua ad alta pressione, a partire da imbarcazioni annesse.

"Tutti considerano che il celebre Mikimoto fu il primo a scoprire il segreto che l'uomo cercava da sempre, e cioè il modo di indurre un'ostrica perlifera a produrre una perla", racconta John Saltmarsh a Austasia Aquaculture. "Si è narrata spesso la storia del giovane figlio del fabbricante di tagliatelle giapponesi il cui sogno era quello di rendere le perle accessibili alle donne normali di tutto il mondo, e questo ancora di recente in un documentario, The Mystique of the Pearls. Mikimoto fu senza alcun dubbio un gigante dell'industria dei nostri tempi... ma non è lui l'inventore della  perlicoltura."Secondo John Saltmarsh, Mikimoto ha senza dubbio aperto più di chiunque altro la strada all'industria perliera, ma non ha scoperto il segreto della perla."Nel 1907, altri due giapponesi depongono, indipendentemente l'uno dall'altro, un brevetto concernente la produzione di una perla sferica in un'ostrica perliera. Il primo, M. T. Mise, è carpentiere in un villaggio; il secondo, il Dottor Nishikawa, è biologo. Uno vive sull'isola settentrionale del Giappone, l'altro sull'isola meridionale."

La coincidenza è già strana, poiché i due uomini non si conoscono, e non si sono mai incontrati. Eppure, a una settimana di intervallo, entrambi depongono una domanda di brevetto relativo alla produzione di perle di coltura sferiche. In entrambi i casi, il metodo è lo stesso. Secondo John Saltmarsh, è Mikimoto che, in seguito, rende celebre la procedura, ma il brevetto tratto dai principi e dal metodo fu attribuito al Dottor Nishikawa, che ne condivise la proprietà con  M. Mise.
Come il Dottor Nishikawa e M. Mise scoprirono il segreto della fabbricazione delle perle ? La risposta ci porta in Australia.

La paternità del procedimento ritorna all' Australia.

La fine degli anni 1800 in Australia del Nord è segnata dalla presenza della grande flottiglia perliera giapponese, la flottiglia del mare d'Arafura. Secondo John Saltmarsh, sono più di 400 barche giapponesi che operano nelle acque dello stretto di Torres, con fino a 2 000 giapponesi insediati a Thursday Island.
La madreperla è una merce di grande valore sui mercati mondiali dominati dai giapponesi.
"L'intendente per la pesca del Queensland è all'epoca William Saville Kent", racconta John Saltmarsh. "Le perle lo affascinano. Studia il metodo di coltura delle semiperle utilizzate dai cinesi che, da molto tempo, producono dei modellini di madreperla del Buddah. Nella conchiglia di un'ostrica perlifera di acqua dolce, inseriscono un minusculo Buddah di rame sotto il mantello, contro l'interno della conchiglia, prima di fissarlo ad un pezzetto di filo che esce da un foro. È questo stesso metodo utilizzato ugualmente da G. S. Streeter."
"William Saville Kent migliora il procedimento incollando il nucleo all'interno della conchiglia grazie ad un adesivo di resina riscaldata. È ad Albany Passage, vicino a Thursday Island, che stabilisce la prima produzione di Perle di coltura Australiane. Le sue semiperle raggiungono un prezzo elevato e  fa per  anni esperimenti per ottenere perle rotonde. Nel 1890, produce con successo una perla di coltura veramente sferica."
Sicuramente non realizza il valore del frutto dei suoi sforzi, poiché egli rende partecipe del suo metodo chiunque sembra interessarsene. Egli promette di pubblicarne la descrizione, intravedendo forse qualche prospettiva commerciale, ma senza mai farlo. Alla sua morte, nel 1906, l'allevamento di Albany viene venduto, il suo metodo e il suo procedimento tecnico anche.
Il Dott. Alvin Seale riporta nel luglio 1910, nel Journal of Science, che l'australiano che ha acquisito l'allevamento sperimentale di William Saville Kent è riuscito a coltivare delle perle sferiche secondo il metodo appreso nella sperimentazione. "Ma questo signore deve avere cessato di interessarsene poiché non si sente più parlare dell'allevamento di Albany", precisa John Saltmarsh.
Ma torniamo al Dott. Nishikawa et à M. Mise : questi hanno avuto qualcosa in comune. Tanto il suocero di M. Mise che viveva con lui, che il Dott. Nishikawa erano impiegati nella flottiglia perliera del mare di Arafura a Thursday Island, all'epoca in cui William Saville Kent non smetteva di parlare del suo metodo di coltura di perle rotonde.
Nel 1968, Joan Young Dickinson è la prima a rendere pubblica questa incredibile coincidenza. Nella sua opera The Book of Pearls, scrive: "Sembra che, verso la fine del XIX° secolo o all'inizio del XX°, un produttore di ostriche australiane sconosciuto scopre il buon metodo... e trasmette il suo segreto senza volerlo a due giovani brillanti giapponesi".
Le perle dei mari del sud allevate in Australia occupano il primo posto in un mercato fruttuoso e molto specializzato; è dunque buono a sapersi che c'è un australiano all'origine del procedimento di produzione.

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Bibliografia
I paragrafi sulla produzione e la storia dell'industria perliera in Australia sono estratti da una comunicazione di David (Dos) O'Sullivan, Rick Scoones, Derek Cropp et Owen Bunter, intitolata "The Old and the New of Australian Pearl Production", presentata alla conferenza World Aquaculture '98 che si è tenuta a Las Vegas, negli Stati Uniti d'America, dal 15 al 19 febbraio 1998.

Visto su lamaisondelaperle.be

 

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Perle Akoya

Pubblicato il da Netperla

Le perle Akoya

Le perle Akoya provengono dal Giappone, paese dove nacque la perlicoltura tale quale si intende oggi, nel suo grande e maestoso successo. Le altre zone di produzione non sono che un derivato di questo approccio accademico. Bisogna ricordare che Mikomoto aveva come amico un ingegnere della marina giapponese. Questo ingegnere conosceva il mondo acquatico e per la sua intelligenza e le sue conoscenze, ha potuto realizzare questa magia.

Akoya è di fatto il nome comune dell’ostrica che produce le perle. Il nome scientifico del mollusco è Pinctada Fucata o Pinctada fucata martensii per i più esigenti.

 

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"Akoya" proviene dal nome del luogo dove queste ostriche perlifere sono state coltivate nel passato più remoto. Molto tempo fa, le perle Akoya si coltivavano in grandi quantità a Akoya-no-ura, nella prefettura di Aichi. Queste perle coltivate sono quindi state denominate "Perle Akoya ".

Nel marzo 1998, un bibliotecario GIA ha chiesto a Osama Fukumoto l'origine della parola “Akoya”

Fukumoto rispose :

"Ako" deriva dal giapponese antico, che non è più in uso e che significa "bimbo mio", e "Ya" è un suffisso del nome di una persona o di un pronome che esprime affetto, usato ancora nel linguaggio corrente.

Fukumoto ci lascia pensare che, poiché le perle erano talmente apprezzate e trattate con tenerezza, il popolo giapponese ha cominciato a chiamarle Akoya, come faceva coi loro bambini. Inoltre, in seguito è diventato il nome dell'ostrica nel linguaggio comune.

L'antico luogo "Akoya" è situato nella penisola di Chita, nella prefettura di Aichi in Giappone. La città non si trova più nelle carte geografiche attuali.

Riassumendo “Akoya” è il nome comune dato all’ostrica che produce queste perle . Gli antichi giapponesi, che facevano un lavoro rurale e la cui cultura generale si trasmetteva solamente per via orale nelle campagne, avrebbero dato questo nome alle ostriche che essi proteggevano e che chiamavano come i loro bambini. Il nome sarebbe stato utilizzato per parlare del luogo in cui si trovavano le ostriche perlifere. Questo luogo divenne Akoya e si parla allora di Perle Akoya.

Come molti dei nomi comuni nati dal senso del primo utilizzo nel linguaggio popolare, tale è rimasto...

Oggi le perle Akoya sono le perle d'acqua di mare, dette anche di acqua salata.

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Perle Akoya

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