Perle di coltura - La Storia

Mercoledì 30 dicembre 2009 3 30 /12 /2009 16:15

L'origine contestata delle perle di coltura

Da dove apprendiamo che la perla di coltura è un'invenzione australiana.
Dos O'Sullivan

Fonte di informazione : Austasia Aquaculture: 12(4), agosto/settembre 1998


Secondo questa fonte, la prima persona a scoprire il segreto della produzione di una perla di coltura   da parte di un'ostrica non fu affatto il celebre Mikimoto ma un impiegato di servizio della pesca in Australia, William Saville Kent, nel 1890. John Saltmarsh, figura dell'industria perliera di Queensland da più di 15 anni, mette in chiaro questo malinteso della storia.
Uno dei perlicoltori più conosciuti nel Queensland è John Saltmarsh, la cui impresa familiare Roko Pearls opera nello Stretto di Torres da più di 15 anni. In una recente conferenza, John Saltmarsh ha sorpreso molti dei suoi spettatori sottolineando che la prima persona a produrre perle di coltura non fu Mikimoto, ma bensì un agente dei servizi della pesca d'Australia, nel 1890.
L'ostrica perlifera viene sfruttata in Australia da molto tempo.

Da oltre un secolo, le ostriche perlifere delle acque che bagnano le coste Nord dell'Australia, sono state sfruttate per la loro madreperla. La scoperta di una perla naturale era all'epoca considerata come un profitto inatteso nell'ambito della raccolta della madreperla o nacre. Così, le ostriche perliere  vengono spesso battezzate "nacre". Durante la Seconda Guerra mondiale, la filiera della madreperla è riuscita a sopravvivere a scapito di severe perturbazioni, senza tuttavia mai rimettersi interamente a causa dell'arrivo della plastica nella fabbricazione dei bottoni. Dalla fine del secolo precedente, pochi si sforzarono di coltivare le ostriche perlifere.  G. S. Streeter di Broome è conosciuto per avere coltivato, negli anni 1890, delle semiperle a Roebuck Bay, eseguendo dei piccoli fori nella conchiglia delle ostriche vive e inserendovi delle piccole particelle sferiche di nacre, formando un nucleo.

È nel 1956 che la perlicoltura vede realmente il giorno, con la creazione di un allevamento appartenente a Pearls Proprietary Ltd, un consorzio australo-japonaise di Kuri Bay, a 420 km a nord di Broome, in Australia occidentale. Dal 1973, Kuri Bay è reputata di produrre quasi il 60% delle più belle perle rotonde, semiperle e perle barocche del mondo. Oggi, la perlicoltura è l'industria di acquacoltura australiana più importante; essa rappresenta ogni anno da 200 a 250 milioni di dollari australiani. La principale specie coltivata è la Pinctada maxima, l'ostrica dalle labbra dorate, a nord-ovest dell'Australia occidentale (al primo capo attorno a Broome), sulla penisola di Coburg e nella regione di Darwin e di Bynoe Harbour (Territorio del Nord), e infine nella parte nord del Queensland, essenzialmente nella regione dello stretto di Torres. I sommozzatori raccolgono sui fondali marini le ostriche perlifere selvagge, nel quadro di un sistema  che previene il sovrasfruttamento della specie.

La cultura tradizionale su zattere continua ad essere utilizzata in certe parti dello stato del Queensland; tuttavia, la maggior parte dei perlicoltori utilizzano palamiti di superficie o immersi. La coltura nel fondale perdura in alcune zone. Dei pannelli di griglie di plastica trattengono le ostriche perlifere in sacche individuali, cosa che facilita la loro pulizia periodica con getti d'acqua ad alta pressione, a partire da imbarcazioni annesse.

"Tutti considerano che il celebre Mikimoto fu il primo a scoprire il segreto che l'uomo cercava da sempre, e cioè il modo di indurre un'ostrica perlifera a produrre una perla", racconta John Saltmarsh a Austasia Aquaculture. "Si è narrata spesso la storia del giovane figlio del fabbricante di tagliatelle giapponesi il cui sogno era quello di rendere le perle accessibili alle donne normali di tutto il mondo, e questo ancora di recente in un documentario, The Mystique of the Pearls. Mikimoto fu senza alcun dubbio un gigante dell'industria dei nostri tempi... ma non è lui l'inventore della  perlicoltura."Secondo John Saltmarsh, Mikimoto ha senza dubbio aperto più di chiunque altro la strada all'industria perliera, ma non ha scoperto il segreto della perla."Nel 1907, altri due giapponesi depongono, indipendentemente l'uno dall'altro, un brevetto concernente la produzione di una perla sferica in un'ostrica perliera. Il primo, M. T. Mise, è carpentiere in un villaggio; il secondo, il Dottor Nishikawa, è biologo. Uno vive sull'isola settentrionale del Giappone, l'altro sull'isola meridionale."

La coincidenza è già strana, poiché i due uomini non si conoscono, e non si sono mai incontrati. Eppure, a una settimana di intervallo, entrambi depongono una domanda di brevetto relativo alla produzione di perle di coltura sferiche. In entrambi i casi, il metodo è lo stesso. Secondo John Saltmarsh, è Mikimoto che, in seguito, rende celebre la procedura, ma il brevetto tratto dai principi e dal metodo fu attribuito al Dottor Nishikawa, che ne condivise la proprietà con  M. Mise.
Come il Dottor Nishikawa e M. Mise scoprirono il segreto della fabbricazione delle perle ? La risposta ci porta in Australia.

La paternità del procedimento ritorna all' Australia.

La fine degli anni 1800 in Australia del Nord è segnata dalla presenza della grande flottiglia perliera giapponese, la flottiglia del mare d'Arafura. Secondo John Saltmarsh, sono più di 400 barche giapponesi che operano nelle acque dello stretto di Torres, con fino a 2 000 giapponesi insediati a Thursday Island.
La madreperla è una merce di grande valore sui mercati mondiali dominati dai giapponesi.
"L'intendente per la pesca del Queensland è all'epoca William Saville Kent", racconta John Saltmarsh. "Le perle lo affascinano. Studia il metodo di coltura delle semiperle utilizzate dai cinesi che, da molto tempo, producono dei modellini di madreperla del Buddah. Nella conchiglia di un'ostrica perlifera di acqua dolce, inseriscono un minusculo Buddah di rame sotto il mantello, contro l'interno della conchiglia, prima di fissarlo ad un pezzetto di filo che esce da un foro. È questo stesso metodo utilizzato ugualmente da G. S. Streeter."
"William Saville Kent migliora il procedimento incollando il nucleo all'interno della conchiglia grazie ad un adesivo di resina riscaldata. È ad Albany Passage, vicino a Thursday Island, che stabilisce la prima produzione di Perle di coltura Australiane. Le sue semiperle raggiungono un prezzo elevato e  fa per  anni esperimenti per ottenere perle rotonde. Nel 1890, produce con successo una perla di coltura veramente sferica."
Sicuramente non realizza il valore del frutto dei suoi sforzi, poiché egli rende partecipe del suo metodo chiunque sembra interessarsene. Egli promette di pubblicarne la descrizione, intravedendo forse qualche prospettiva commerciale, ma senza mai farlo. Alla sua morte, nel 1906, l'allevamento di Albany viene venduto, il suo metodo e il suo procedimento tecnico anche.
Il Dott. Alvin Seale riporta nel luglio 1910, nel Journal of Science, che l'australiano che ha acquisito l'allevamento sperimentale di William Saville Kent è riuscito a coltivare delle perle sferiche secondo il metodo appreso nella sperimentazione. "Ma questo signore deve avere cessato di interessarsene poiché non si sente più parlare dell'allevamento di Albany", precisa John Saltmarsh.
Ma torniamo al Dott. Nishikawa et à M. Mise : questi hanno avuto qualcosa in comune. Tanto il suocero di M. Mise che viveva con lui, che il Dott. Nishikawa erano impiegati nella flottiglia perliera del mare di Arafura a Thursday Island, all'epoca in cui William Saville Kent non smetteva di parlare del suo metodo di coltura di perle rotonde.
Nel 1968, Joan Young Dickinson è la prima a rendere pubblica questa incredibile coincidenza. Nella sua opera The Book of Pearls, scrive: "Sembra che, verso la fine del XIX° secolo o all'inizio del XX°, un produttore di ostriche australiane sconosciuto scopre il buon metodo... e trasmette il suo segreto senza volerlo a due giovani brillanti giapponesi".
Le perle dei mari del sud allevate in Australia occupano il primo posto in un mercato fruttuoso e molto specializzato; è dunque buono a sapersi che c'è un australiano all'origine del procedimento di produzione.

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Bibliografia
I paragrafi sulla produzione e la storia dell'industria perliera in Australia sono estratti da una comunicazione di David (Dos) O'Sullivan, Rick Scoones, Derek Cropp et Owen Bunter, intitolata "The Old and the New of Australian Pearl Production", presentata alla conferenza World Aquaculture '98 che si è tenuta a Las Vegas, negli Stati Uniti d'America, dal 15 al 19 febbraio 1998.

Visto su lamaisondelaperle.be

 

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Martedì 17 novembre 2009 2 17 /11 /2009 09:58

Le Collane di perle di coltura di Tahiti


 Abbiamo notato che alcuni venditori (il più delle volte sono dei venditori stranieri) fanno giochi di parole. Presentano delle collane di perle di acqua dolce con il titolo "Tahiti" giocando sul fatto che si tratta del colore "Tahiti"...poiché stanno parlando di perle nere. Bisogna sapere che ci sono delle perle che provengono dalla Cina, dette anche perle di acqua dolce, che sono delle perle nere MA CHE NON SONO ASSOLUTAMENTE DELLE PERLE DI TAHITI.

Il lustro, la bellezza e i colori delle perle rare e sublimi di Tahiti non saranno mai comparabili alle perle di acqua dolce, che hanno certamente il loro fascino, ma non hanno lo stesso valore nè quell'oriente incomparabile. Non lasciatevi ingannare, rivolgetevi piuttosto a uno specialista di perle di coltura che saprà consigliarvi e col quale vi sentire tranquilli di acquistare in sicurezza il vostro gioiello. Un venditore professionale vi consegnerà le perle con un certificato di autenticità ed una fattura a vostro nome. Su Netperla.com saremo felici di consigliarvi e aiutarvi nella vostra scelta, un gioiello di perle   è un acquisto di tutta una vita (e anche di più).. Acquistate le vostre perle presso un professionista che vi garantisce la qualità, la provenienza, il lustro, l'oriente delle vostre perle. Se avete delle domande, Netperla  è a vostra disposizione. Buona accoglienza garantita!

Nella foto una collana in perle di Tahiti :


Collane di perle di Tahiti
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Lunedì 16 novembre 2009 1 16 /11 /2009 17:18

Le perle sono stimate per la loro bellezza e rarità da più di quattro
mila anni.

Dalla Cina, dall'India e dall'Egitto, alla Roma imperiale, al mondo
arabo, alle tribù, alle culture indigene americane e ovunque in tutto il
mondo e in tutta la storia documentata, gli uomini hanno apprezzato
queste gemme uniche ancor più di ogni altra pietra o gemma.

La perla è l'unica gemma che nasce e si sviluppa all'interno di un
organismo vivente. Alcune perle si formano nelle ostriche o molluschi,
quando una sostanza estranea (il più delle volte un parassita - non un
granello di sabbia), si introduce nel guscio del mollusco, penetrando
nel tessuto molle del mantello, e insediandosi verso l'alto delle
cellule epiteliali. In reazione all'irritazione, le cellule epiteliali
fanno come una sacca (nota come sacca perlifera), che secerne una
sostanza cristallina chiamata nacre o madreperla, la stessa sostanza che
compone l'interno del guscio di un'ostrica; la nacre si accumula in
strati sovrapposti intorno all'irritante, formando la perla.

Ci sono circa 8.000 diverse specie di molluschi (molluschi bivalvi), di
cui solo circa 20 tipi sono in grado di produrre perle.



Le perle naturali, o perle fini, sono sempre state estremamente rare e preziose.
Dal momento che gli strati di madreperla tendono a ricoprire l'irritante
conservandone la forma irregolare originale, le perle naturali, o perle
fini, di forma rotonda o sferica sono rarissime, e quindi sono molto
ricercate. La maggior parte delle perle fini sono perle di forma
irregolare. Solo una piccolissima percentuale tra le ostriche produrrà
una perla.

Tra le perle che sono prodotte, solo poche si svilupperanno ad una certa
dimensione, ad una certa forma, e con un colore adatto per poter creare
un gioiello, e solo una piccola parte di queste perle saranno raccolte
dagli esseri umani. Si ritiene generalmente che solamente un'ostrica su
diecimila produrrà naturalmente una perla di qualità gemma degna dei più
bei gioielli di perle. Ovviamente, se ci basassimo soltanto sulla
natura, il possesso di perle sarebbe ancora riservato solo per le
persone più ricche del mondo, e l'ostrica che produce perle sarebbe sul
punto di estinguersi a causa delle troppe raccolte.

Poiché le perle sono considerate come delle gemme da una gran parte
della popolazione mondiale, e questo vale da migliaia di anni, questo
interesse ha portato allo sviluppo delle perle coltivate o perle di coltura.

Verso la fine del XIX° secolo e l'inizio del XX° secolo, tuttavia,
alcuni ricercatori giapponesi hanno scoperto un metodo per indurre delle
ostriche in allevamento a produrre perle così come succede in natura. In
sostanza, la tecnica prevede l'innesto di una sostanza estranea, o
nucleo, nel tessuto delle ostriche o dei molluschi, e rimmergendo le
ostriche o i molluschi in mare, permettendo così di sviluppare una perla
naturalmente. Questa pratica era già diffusa per le perle Mabe.

Kokichi Mikimoto perfezionò la tecnica per stimolare artificialmente lo
sviluppo di perle rotonde nelle ostriche Akoya, ricevendo un brevetto
per questa tecnologia nel 1916.

Sebbene brevettata nel 1916, questa tecnica da allora è stata
migliorata e intensamente utilizzata in tutto il mondo e non è più
utilizzata soltanto per le perle Akoya, ma anche per le
perle di acqua dolce, o perle di fiume, e per perle nere di Tahiti e le
perle Australiane dei mari del sud.



La scoperta di Mikimoto ha aperto le porte ad una importante attività
industriale delle perle, grazie alla quale le
perle potevano essere coltivate come una coltura agricola, molto più che
semplicemente pescate. Le perle coltivate sono oggi prodotte in quantità
tale che chiunque può averne. Il business delle perle coltivate ha oggi
superato di gran lunga quello delle perle fini. Anche se esiste sempre
un mercato delle perle raccolte casualmente durante la pesca, diventa
sempre più difficile trovare queste perle, che vengono vendute all'asta
per centinaia di migliaia di dollari. Oggi, acquistare una collana di
perle in qualsiasi negozio nel mondo significa acquistare una collana di
perle coltivate.

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Perle di coltura - Kokichi Mikimoto
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