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Gioielli - Perle di coltura - Regali di natale

Pubblicato il da Netperla


Regali di Natale in perle di coltura

 
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La perla, le sue leggende e le sue virtù

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La perla, le sue leggende e le sue virtù

LA PERLA , simbolo, leggende e virtù.

(Interpretazione libera dell'articolo "LE PIERRES DU ZODIAQUE" di Sylvie Tribut pubblicato in data 08-07-2009)

La perla è un simbolo lunare, legato all'acqua e alla donna :

Nata dalle acque o nata dalla luna, trovata in una conchiglia, la perla rappresenta il principio Yin : essa è il simbolo essenziale della femminilità creatrice. Il simbolismo sessuale della conchiglia  comunica tutte le forze in cui è coinvolta. Lidentificazione della perla con il feto le conferisce delle proprietà riproduttive ed ostetriche.
E da questo triplo simbolismo, Luna-Acqua-Donna, derivano tutte le proprietà magiche della perle : medicinali, ginecologiche e funerarie.
A titolo d’esempio, la perla viene utilizzata, in India, come panacea : essa è considerata essere  ottima per le emorragie, l'itterizia, la follia, l’avvelenamento, le malattie degli occhi, la tisi, etc.… In Europa, veniva utilizzata in medecina per trattare la malinconia, l'epilessia, la demenza… Presso i Greci, era l’emblema dell’amore e del matrimonio.

In Oriente, le sue proprietà afrodisiache, per la fecondazione e come talismani, primeggiavano sulle altre. Come esempio di proprietà funerarie, le perle venivano depositate nelle tombe, perché si riteneva che rigenerassero il defunto e lo accompagnassero in un ritmo cosmico, che presupponeva, all’imagine delle fasi della luna, la nascita, la vita, la morte, la rinascita.

La terapeutica indù moderna utilizza la polvere di perle per le sue proprietà rinvigorenti e afrodisiache. In certe province dell’India, vengono riempite di perle le bocche dei morti; lo stesso costume si ritrova anche al Borneo.
Quanto agli Indiani d'America, Streeter scrive che come veniva fatto in Egitto ai tempi di Cleopatra, anche in Florida  le tombe dei Re indiani erano ornate di perle.

I soldati di Soto scoprirono,  in uno dei grandi templi, delle bare di legno dove giacevano, imbalsamati, dei morti, e vicino ad essi c'erano dei cestini riempiti di perle. Delle usanze analoghe sono state segnalate, in particolare in Virginia e in Messico.

Lo stesso simbolismo ricopre l'uso di perle artificiali. Nei sacrifici e nelle cerimonie funebri del Laos, Madeleine Colani precisa che : « I morti sono coperti di perle per la via celeste. Se ne mettono dentro gli orfizi naturali dei cadaveri. Ai nostri giorni, i morti sono sepolti con delle cinture, dei cappelli e degli abiti ornati di perle ».

In Cina, la medecina utilizzava unicamente la perla vergine, non perforata, che si riteneva guarisse tutte le malattie degli occhi. La medicina araba riconosce alla perla delle virtù identiche. Con i Cristiani e gli Gnostici, il simbolismo della perla si arricchisce e si complica, senza tuttavia mai deviare dalla sua prima orientazione.

Efrem il Siro utilizza questo mito antico per illustrare sia l’Immacolata Concezione che la nascita spirituale di Cristo nel battesimo del fuoco. Origene riprende l’identificazione di Cristo con la perla. Egli è seguito da numerosi autori. Negli scritti di Tommaso, celebre scritto agnostico, la ricerca della perla simboleggia il dramma spirituale della caduta dell’uomo e della sua salvezza. Essa finisce per dare un significato al mistero del trascendente reso sensibile, la manifestazione di Dio nel Cosmo.
La perla gioca un ruolo di centro mistico. Essa simbolizza la sublimazione degli istinti, la spiritualizzazione della materia, la transfigurazione degli elementi, il termine brillante dell'evoluzione. Essa fa pensare all'uomo sferico di Platone, immagine della perfezione ideale delle origini e della fine dell’uomo. Il musulmano rappresenta l’eletto al Paradiso come rinchiuso in una perla in compagnia della sua Houri. La perla è l’attributo dell’angelica perfezione, di una perfezione tuttavia, non regalata, ma acquisita tramite una trasmutazione.

La perle è rara, pura, preziosa :

Pura perché è reputata senza difetti, per le perle bianche, e per il fatto che essere estratta da un acqua fangosa, o da una conchiglia, non la altera. Preziosa, essa rappresenta il Regno dei Cieli nel vangelo di Matteo. Bisogna intendere che si puo' acquisire da questa perla vendendo ogni suo bene, come lo insegna Diadoco di Fotice, la luce intellettuale nel cuore, la visione beatificatrice. Noi ritroviamo qui la nozione di perla nascosta nella sua conchiglia : come quella della verità, della conoscenza, per cui la sua acquisizione necessita uno sforzo.
 Per Shabestari, la perla è la scienza del cuore : quando lo gnostico ha trovato la perla, il compito della sua vita è assolto. Il Principe d’Oriente degli scritti di Tommaso ricerca la perla come Parsifal ricerca il Graal.

Questa perla preziosa, una volta ottenuta, non deve essere gettata davanti ai porci, come evoca ancora San Matteo : la conoscenza non deve essere data inconsideratamente a chi non ne è degno. Il simbolo è la perla del linguaggio, nascosta sotto la conchiglia delle parole.
La perla nasce, secondo la leggenda, per effetto del lampo, o per la caduta di una goccia di rugiada nella conchiglia. Nel XVII° secolo, René François scriveva : « La madreperla è cinta dai cieli e vive solo di nettare celeste, per dare alla luce la perla argentata, pallida o giallastra, a condizione che il sole ci dia del suo e che la rugiada sia più pura ». In tutti i casi ne è la traccia dell’attività celeste e l’embrione di una nascita, corporale o spirituale, come il centro bindu nella conchiglia, la perla-Afrodite nella sua conchiglia.

La nascita di Venere – Botticelli - Museo degli Uffizi - Firenze :

I miti persiani associano la perla alla manifestazione primordiale. La perla nella sua conchiglia è come il genio nella notte. L’ostrica contenente la perla è sempre più diffusamente confrontata all'organo genitale femminile.

Associata per natura all’elemento Acqua, i draghi la tengono nel fondo degli abissi, la perla è anche legata alla Luna. L’Atharvaveda dice che la perla è la figlia di Soma, che è la luna, cosi anche un elisir d’immortalità.
Nella Cina antica, si osserva una mutazione delle perle e degli animali acquatici, in parallelo alle fasi della luna. Le perle luminose, le ninfee Escarboucle, prestavano il loro splendore alla luna; esse proteggevano dal fuoco. Ma esse sono alla volta acqua e fuoco, immagine dello spirito nascente nella materia.
La perla di Veda, figlia di Soma, si ritiene che protegga la vita. Essa è, anche in Cina, simbolo d’immortalità. L'abito ornato di perle o le perle introdotte negli orfizi dei cadaveri impediscono la loro decomposizione. Cosi come accade per la giada o l'oro.

Bisogna notare che la perla nasce allo stesso modo della giada, possiede gli stessi poteri e serve agli stessi usi.

Simbolo di un ordine analogo: quelle delle perle infilate su un filo. È il rosario, il sutratma, la catena dei mondi, penetrati e collegati da Atma, lo Spirito universale. Cosi la collana di perle simbolizza l’unità cosmica multipla, l'integrazione degli elementi dissociati di un essere nell'unità della persona, la messa in relazione spirituale di due o più esseri; ma la collana spezzata è l’immagine della persona disintegrata, dell’universo sconvolto, dell’unità stremata.


In Oriente, e soprattutto in Persia, la perla ha in generale un carattere nobile derivato dalla sua sacralità. Per questo essa orna la corona dei re. Ritroviamo delle tracce di questo stesso carattere nelle parure di perle, specialmente negli orecchini, ornati di perle rare e preziose : qualche cosa di questa sacra nobiltà ricade su colui che le porta.

Nel simbolismo orientale dei sogni, la perla conserva le sue caratteristiche particolari e si interpreta generalmente come il fanciullo o ancora la donna e la concubina. E ancora si identifica con la scienza e la ricchezza.
Da notare ancora che le dodici pietre della Gerusalemme celeste costituivano i dodici fondamenti « Le dodici porte sono dodici perle ; ciascuna porta è di una sola perla ».
Sul piano fisico, la perla è una concrezione globulosa o sferica, prodotta da certi molluschi, che hanno ricoperto di madreperla in strati successivi un corpo estraneo. La sua apparenza brillante può prendere tutti i colori : bianco, argentato, beige, rosato etc, in una moltitudine di colori e di riflessi sui colori. Così, la perla evoca sempre qualche cosa di prezioso, di raro, di notevole, senza difetti.

 

Le Virtù della Perla :

Vengono accordate certe virtù alla perla, in particolare essa preserva colui che la porta e gli permette di sviluppare una stabilità di umore. Essa infonde anche la forza di guarirsi da soli. Così come la pietra della luna, essa favorisce la liberazione del blocco emozionale situato nell'addome. Essa dà agli uomini le qualità femminili quali la tenerezza, la sensibilità, l’intuizione. Sul piano spirituale, essa favorisce il lavoro su di sé allo scopo di rinforzare la lealtà, l’autenticità. Sul piano fisico, essa agisce sugli organi della digestione e la circolazione dei fluidi.

Le Perle nella Storia :

Le prime perle conosciute sono legate all' uomo di Neanderthal. Esse sono state ritrovate a La Quina, un sito in Francia, nel dipartimento della Charente, che data di 38 000 anni circa avanti Cristo. Questi sono dei denti e delle ossa di animali, incisi e portati come pendenti.
In seguito, le perle fabbricate dall'Homo Sapiens non apparvero in gran numero prima del primo periodo del Paleolitico superiore dell’Europa occidentale, il Castelperroniano  (verso il 31 000 a.C.).

Uno dei più antichi depositi di perle è stato trovato nella Grotta della renna ad Arcy-sur-Cure in Francia, datato 31 000 a.C.. : dei denti di volpe, di iene, di lupo, di renna, di orso e di marmotta sono stati incisi per essere sospesi insieme in collane. Delle perle fatte di conchiglie fossili sono state trovate su una serie di suoli d'occupazione di un rifugio sotto roccia calcarea detto “abri pataud”,  nel sud Ovest della Francia. Datano tra 30 000 e 19 500 anni avanti Cristo.
Un artigianato sempre più  evoluto si sviluppò durante il periodo Gravettiano dell’aurignaziano (30 000-18 000 a.C.), più o meno contemporaneo alle prime pitture e incisioni rupestri d’Europa. Alla fine del Paleolitico superiore (517 000-10 000 a.C.), la forma delle perle, così come la loro disposizione e gestione, divenne più complessa.

La perla è unica per la sua bellezza rivelata senza l'aiuto dell'Uomo: né taglio, né levigazione ! Secondo la leggenda indù, Krishna l’avrebbe raccolta nel fondo dell'oceano per ornare sua figlia nel giorno delle sue nozze. E 2300 anni prima dell'era cristiana, i Cinesi accettavano le perle come pagamento delle tasse… Il più antico gioiello con perle  è stato ritrovato a Suza, in Iran, durante le perquisizioni effettuate nel 1901: una collana di tre fili che conta 216 perle che ornava il collo di una principessa Achemenide, addormentata  nel suo sarcofago già quattro secoli avanti Cristo.
Nel 1515, l’esploratore Balboa scoprì nel Golfo di Panama una perla da 200 grani (50 carati), battezzata “Peregrina”, talmente eccezionale da ornare la corona reale spagnola.  Dopo esser passata tra le mani di Giuseppe Bonaparte, Ortensia di Beauharnais, Luigi Napoleone e la Marchesa di Abercorn, essa fu messa all'asta, nel 1969, presso la casa d'aste Sotheby’s dove fu acquistata da Liz Taylor che la lasciò malauguratamente alla portata del suo cane che in un movimento infelice.... la divorò ! Poi la restituì per le vie naturali non senza averla un po' danneggiata!

La perla di coltura :

Le perle sono state a lungo considerate come delle pietre preziose, la cui origine fu spesso attribuita ad una goccia di rugiada solidificata. Da molto tempo, i Cinesi sapevano che il mantello dei molluschi secerneva la nacre della loro conchiglia, e si trova così, dal XII° secolo, dei Buddah di madreperla risultanti dal rivestimento, perpetuato per alcuni anni, di un modello di piombo o stagno introdotto tra la conchiglia e il mantello di un mollusco di acqua dolce.

Nei dintorni di Kobe, Mikimoto mise a punto la tecnica dell'allevamento in cesti sospesi a delle corde, e utilizzò un metodo di innesto nel mantello al fine di far secernere madreperla in strati  intorno al nucleo di nacre. Questa tecnica era stata ispirata dalle ricerche intraprese precedentemente dal suo defunto genero. Mikimoto commercializzò le sue prime perle di coltura negli Stati Uniti, organizzando con genio i suoi allevamenti di perle.

I segreti della tecnica della coltura furono ben protetti, nonostante la curiosità americana, e le coltivazioni perlifere non poterono dunque insediarsi fuori dal Giappone se non con la presenza di operatori giapponesi esperti nella tecnica di innesto.

In seguito al lavoro di uno dei fratelli Fujita, si è sviluppata dal 1960 una coltura di perle in acqua dolce, l'innesto viene introdotto senza granello di nacre nel mantello del mollusco, e si sviluppa una perla di coltura il più delle volte ovale o barocca, e solo raramente rotonda, larga e irregolare al centro; ogni mollusco può ricevere fino a venti innesti per valva, ovvero quaranta innesti in totale(in generale, solamente da 10 a 15 innesti per valva vengono introdotti per non sottomettere il mollusco a uno sforzo troppo grande).

Dopo una crescita e uno sviluppo per almeno due anni, le perle di coltura vengono estratte con molta cura dal mollusco, facendo attenzione a non ferirlo troppo; questo potrà così produrre una seconda generazione di perle e alle volte anche una terza.

Le perle di coltura di acqua dolce hanno spesso delle forme barocche, ammaccate, in grano di riso, ma, sempre più spesso, si trovano quasi perfettamente sferiche, facendo concorrenza in bellezza, e soprattutto nel prezzo, alle perle di acqua di mare.

Dalla fine degli anni 70, una coltura di perle in acqua dolce si è fortemente sviluppata sul modello della coltura di perle del lago Biwa; le perle di coltura sono anche commercializzate mediante l'intermediario dei Giapponesi. La Cina è divenuta dal 1990 il principale produttore di perle di coltura a impianto organico, e spesso di forma quasi rotonda.


Le perle possono essere coltivate dappertutto ma certi paesi ne hanno fatto una propria specializzazione. Davanti al crescente successo delle perle di coltura e grazie ad un incremento del commercio mondiale, sempre più paesi si lanciano con più o meno successo e ritrovano le tradizioni della coltura delle perle: Filippine, Vietnam, Indonesia, Birmania, etc.…

La Perla nella Pittura :

“La Ragazza con l'orecchino di perla” è conservato al Mauritshuis dell'Aia (Olanda). Viene nominato anche « La Gioconda del Nord ». Questa tela sarebbe stata dipinta intorno al 1665, da JanVermeer, in effetti non è datata. Non si conosce nemmeno chi sia all'origine dell'opera né per chi sia stata realizzata. Tuttavia è firmata IVMeer e si differenzia totalmente dalle altre tele di Vermeer, particolarmente per il fatto che la ragazza guarda dall'alto della sua spalla, cosa che fa pensare che la persona che lei guardava non era altro che il pittore stesso.

Vermeer ha lavorato con degli elementi cromatici semplici e qualche glacis dello stesso pigmento per esprimere le ombre. Il turbante, melange d’oltremare e di bianco, è sormontato da un tessuto giallo splendente ; l'abito modellato con un ocra più chiaro fa risaltare il bianco del collo che si  riflette nella perla. L'arte utilizzata per la pelle è un glacis fine, di color carne, con un sotto-modello trasparente.


André Malraux, sulla perla dell'orecchino, sottolineava la semplificazione magistrale che ne fa un  « sassolino traslucido ». Siamo sempre nel mondo acquatico e lunare del Cancro.

Quanto al Mauristhuis, si tratta di un piccolo museo, antico e tranquillo, quadro perfetto per questa Ragazza dall'orecchino di perla.  I giorni di inverno, capita che non ci sia alcun visitatore nella sala dove la tela è esposta. Fuori le strade sono silenziose; la luce che cade dal basso cielo è quella che Vermeer ha conosciuto. E in mezzo a tutte le opere ricercate del XVII° secolo che la circondano, la ragazza emerge in una macchia di colore chiaro e ilumina la sala, come amava evocare Hans Koning, scrittore e giornalista olandese.
Esistono altre tele meno celebri del quadro di Vermeer in cui la perla illumina la tela. Si tratta del ritratto di Maria Antonietta con i suoi bambini, ad opera di Elisabeth Vigée Le Brun (1787), e del ritratto della Duchessa di Brunswyck ad opera del pittore inglese Thomas Fraye (1761-1762) e sopra tutti quello di Sophie Septimanie, contessa Pignatelli, dipinto nel 1763 da  Alexandre Roslin. Nel 2006, questa tela lasciava il castello di Dampierre-en-Yvelines per il Minneapolis Institute of Arts.

La Perla nella la Letteratura :

La Perla è associata ad un Gallo nella celebre fiaba di La Fontaine, “Le Coq et la Perle” che il pittore Philibert Léon Couturier ha raffigurato in diversi quadri, dei quali uno si trova al museo Denon a Chalon-sur-Saône. Sul quadro si vede un gallo che tiene nel becco una perla appesa ad un pezzetto di catenina che ha trovato in un panno in terra dietro di lui.

E ancora segnaliamo « La Perla », un romanzo americano di John Steinbeck pubblicato nel 1947. Narra la storia di Kino, un povero pescatore indiano che vive con sua moglie e il figlioletto nella città di  La Paz, sul le Golfo del Messico. Suo figlio Coyotito viene punto da uno scorpione; Kino e sua moglie Juana pescano una perla la cui vendita li aiuterà a pagare il medico, ma il medico è razzista e non ama curare i “piccoli indiani”, comme li chiama lui. Kino, furioso, desidera malgrado tutto salvare il suo bambino. A tal fine, decide di andare a pescare delle perle e, quando riemerge in superficie, si rende conto che la perla che ha appena pescato è enorme, è “La Perla del Mondo” della quale parlano tutte le leggende sui pescatori. Da questo istante la sua vita cambia completamente. Mentre rode di cupidigia, di diffidenza e d'invidia, sua moglie, dal canto suo, perde fiducia e fa di tutto per disfarsi della perla. Sopraggiungono diverse disgrazie, poiché la popolazione vuole strappare la perla dalle mani di Kino. Egli decide allora di andarsene con sua moglie e suo figlio,  al di là della montagna, nella speranza di vendere la perla a Loreta, la città della Vergine. Si rendono conto rapidamente che sono inseguiti e cercano invano di seminare gli inseguitori. Dopo avere nascosto la sua famiglia, Kino riesce ad attaccare gli inseguitori a sorpresa uccidendone due. Sfortunatamente, un colpo sparato da uno degli inseguitori (che a priori, credeva di mirare ad un animale) raggiunge Coyotito alla testa. Infine, la coppia rientra al villaggio e Kino, disperato per la perdita del loro figlio, ributta la perle in mare, dove essa ritrova il suo posto.

Steinbeck si è ispirato ad una fiaba tradizionale messicana. Come la maggior parte dei suoi romanzi,  La Perla analizza gli effetti della povertà e della ricchezza, sviluppando soprattutto la corruzione che può derivare dalla ricchezza, ed evocando le pesche capitali. Dipinge inoltre la condizione dei pescatori di perle e i pericoli del loro mestiere.

Più vicino a noi, Juliette Benzoni è l’autrice di un romanzo storico, « La Perla dell’Imperatore » che narra la storia della celebre perla « La Regente » che Napoleone I offrì alla sua seconda moglie Maria-Luisa. Da qui l'autrice racconta che questo bel gioiello non a cessato di fare versare sangue, causando danni e disgrazie ai suoi differenti proprietari.

Bibliografia :
Dictionnaire des simbolos – Jean Chevalier et Alain Gheerbrant – Collection Bouquins chez Robert Laffont/Jupiter 
Le Grand Livre de la Magie des Pierres – S. Da Ros – Editions Trajectoire.
LA PERLE… UNE PETITE CONCRESSION LUNAIRE
(08 - LES PIERRES DU ZODIAQUE) par sylvie Tribut le 08-07-2009
 
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Perle fini - Perle naturali - I pescatori di perle

Pubblicato il da Netperla

Pescatori di perle - Le perle fini - Le perle naturali

Traduzione dell'articolo sulle perles fini pubblicato dal sito di informazioni di France24 :

L’ancestrale pesca delle perle riemerse dal Golfo :image001image003

   
 Per molto tempo trascurata a vantaggio dell'attività lucrativa del petrolio, la pesca delle perle naturali riprende dopo qualche anno i suoi diritti nei paesi del Golfo Persico. Il nostro osservatore del Kuwait ci fa prendere il largo coi suoi pescatori di gioielli.

Storicamente, le migliori perle naturali del mondo provengono dal golfo Persico, e in particolare dall’isola di Bahrain. Le perle di questa regione si caratterizzano per un lustro eccezionale dovuto al mescolarsi dei corsi d'acqua dolce e d'acqua salata presenti nel Golfo.

All'inizio del XX° secolo, la scoperta di enormi giacimenti di petrolio nel Golfo e la concorrenza delle Perle di coltura Giapponesi hanno messo fine a questa attività ancestrale.

Da qualche anno, diversi paesi del Golfo hanno ridato vita a questa pesca tradizionale. Il Qatar celebra questa tradizione durante la settimana culturale che organizza ogni anno. Il Kuwait ha, quanto a lui, creato il comitato del patrimonio marittimo incaricato di riprodurre il percorso tradizionale dei pescatori di perle. E il Bahrain ha vietato l’importazione delle perle di coltura e ha deposto la sua candidatura per iscrivere la pesca delle perle sulla lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.

   Foto: Mohammad al-Saleh, nipote di un pescatore di perle e fotografo in Kuwait.

  Il ritorno dei pescatori di perle in Kuwait 
 

"Nel passato, il viaggio dei pescatori di perle durava quattro mesi"
      
Nell'estate 2008, mi sono recato a Ras Salimiya, nei bordi del Golfo Persico, per incontrare i sommozzatori che rientravano dalla pesca alle ostriche. Il comitato del patrimonio marittimo del Kuwait organizza ogni anno un viaggio che dura circa un mese.
Una volta sulla terra ferma, i sommozzatori hanno esposto i loro raccolti mostrando al pubblico le tecniche di apretura delle ostriche. Questa operazione è nota sotto il nome di 'falg almahar' e ha generalmente luogo in mare aperto un po' prima dell'arrivo del 'tawach', il commerciante di perle che stima a bordo la qualità e la dimensione delle perle e negozia il miglior prezzo.

Questa tradizione secolare ha i suoi rituali e la sua terminologia. Nel passato, il viaggio dei pescatori di perle durava quattro mesi. Il giorno della partenza, denominato 'dacha', ed il giorno del ritorno, 'gofal', sono numerose le famiglie dei pescatori sul molo. Ma solo il 'nahham' accompagna i pescatori durante il loro lungo viaggio. Per distrarli, egli intona dei canti di marinai che richiamano le prodezze dei pescatori, i pericoli del mare e la nostalgia dei propri cari e della patria."
 
 Testimonianza di Mohammad al-Saleh, nipote di un pescatore di perle e fotografo in Kuwait.
 
 "Falg almahar" ovvero l'apertura delle ostriche in Qatar
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Foto: Mohammad al-Saleh
 
  Le perle naturali del Bahreïn

    

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Netperla.com è il vostro specialista di gioielli in perle di coltura e in particolare delle sublimi perle  nere di Tahiti :
 
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I pescatori di perle : Moretti Valentina

 

 

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Perle d'Australia - Collana di perle di coltura

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Cinque anni per creare la collana di perle perfetta di Kailis :

 

La collana nominata “THE VERSATILITY STRAND NECKLACE“: Ci sono voluti ben cinque anni per trovare le perle perfette per questa sbalorditiva collana, che sarà venduta per oltre 800.000 dollari. Fotografia: Colin Murty Fonte: PerthNow

In un aerato laboratorio sulle acque di Fremantle, in Australia, Simon Henderson a Marianne Skitmore sono chinati in contemplazione su 58 perle disposte su un telo di velluto. Specchi d'acqua alla luce del sole dalle finestre fanno luccicare le sfere dalle tinte rosa mentre i due discutono la loro prossima mossa.

 

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Skitmore inserisce cautamente una perla in un morsetto, tenendola ferma con le sue dita prima di ronzarci intorno come un dentista con un minuscolo trapano. Fora la perla attraverso il centro, quindi prende un ago flessibile e un filo di seta e in modo aggraziato lo passa due volte, annodandolo in entrambe le parti per legare la perla alle altre sfere lucenti già infilate.

Ci sono voluti cinque anni di ricerche con un valore di 100 milioni di dollari di perle - 25 raccolte da cinque allevamenti di perle – per arrivare a questo momento con il perfetto esemplare che giace ora davanti a loro. Henderson, il capo designer delle gioiellerie Kailis di Perth (Australia), e Skitmore, il suo esperto tecnico, stanno assemblando il più costoso filo di perle che abbiano mai fatto. Ogni perla è stata scelta per la sua perfetta rotondità, la tinta rosata (la più ricercata),  e il lustro eccezionale.

“Quando stai lavorando con qualcosa così speciale vuoi veramente farlo proprio bene” ha dichiarato Henderson.

Più tardi, quando il pezzo è stato completato, egli descrive la sua reazione nel prenderla in mano per la prima volta: “Fu uno di quei momenti da “Eureka”. Mi vennero le lacrime agli occhi, perché non sono cose che si vedono molto spesso.”

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Sono già arrivate espressioni di interesse per la collana intorno a 800 mila dollari, ma potrebbe andare ben oltre questa cifra. “Per la rarità di queste perle, il mercato detterà definitivamente il suo prezzo” dice Sonia Mackay-Coghill, general manager di Kailis.

Le perle Australiane utilizzate nella collana stanno anche dietro al successo dei compari della compagnia Australiana Paspaley e Autore. Le perle Australiane di Paspaley sono ricercate dalle gioiellerie più lussuose del mondo e dai designer come Tiffany & Co, Harry Winston, David Yurman e Mikimoto, ma si riserva la crema del raccolto per la sua propria collezione, che viene venduta nei negozi a Sydney, Broome, Darwin, Hong Kong, Abu Dhabi and Dubai.

Autore, che ha aperto il suo negozio fiore all'occhiello a Sydney in King Street in Dicembre dello scorso anno, è anche presente in oltremare. Scarlett Johansson e Cate Blanchett sono tra le celebrità che hanno indossato i suoi pezzi sul tappeto rosso, e il marchio è  tenuto da uno dei commercianti più esclusivi del mondo, come Neiman Marcus e Lane Crawford.

Dopo un paio di anni duri per l'industria della perla – le vendite di perle in Australia e oltremare  scesero drasticamente nel 2008 e nel 2009 e centinaia di posti di lavoro sono stati persi – sta riemergendo dopo un incremento dei prezzi in tutto il mondo. La collana Kailis da 800 mila dollari  è stata chiamata versatile, ovvero “THE VERSATILITY STRAND NECKLACE”  perché può essere indossata in sette modi diversi, dalla lunghezza di collana Opera a braceletti e choker. Essa mostra come le perle possono cambiare coi tempi.

Le creazioni di Henderson e Skitmore, per esempio la collezione “Luminesse”, si ispira a fluidità e forma e caratterizza oro bianco e diamanti bianchi contro le incantevoli perle bianche. “Quando lanciammo il marchio, la gente non aveva visto contemporaneamente la gioielleria di perle che le persone giovani potevano indossare… Aprimmo veramente gli occhi a qualcuno.”

Ma mentre il design può essere scherzoso e sensuale, sono le perle stesse le vere star. Dice Henderson: “E' come guardare un gioiello e dire ‘Cosa posso prendere da questo gioiello adesso per lasciarlo in una forma che meglio si sposa con le perle e le mette bene in mostra? ’”

Kailis, un piccolo giro d'affari a gestione familiare, basato a Perth in King Street, va mostrando una notevole crescita. Vende fino a 60 fornitori globalmente, incluso Place Vendôme e il Ritz hotel di Parigi e Londra Old Bond Street, alla Croisette a Cannes, e in Spagna. Negozi a Perth, Fremantle e Broome soddisfano la domanda locale.

Ma per tutto il commercio e il marketing intelligente – la campagna ”Luminesse” fu ripresa dal  famoso fotografo Rankin - Henderson attribuisce il successo di Kailis alla sua materia prima. “Le acque Australiane sono le migliori per la produzione della Pinctada Maxima, che è l'ostrica che produce le nostre perle”’ dice, “È nativa della costa nord occidentale dell'Australia, quindi è logico che sia più felice in quelle acqua, che sono calde e incredibilmente pulite.”

Per i gioiellieri di perle d'Australia, il futuro appare roseo poiché una nuova generazione in crescita   apprezzerà la loro merce – ma Henderson studia la sua collana “VERSATILITY STRAND NECKLACE”, è la sua unica e irripetibile bellezza più che il suo risultato finanziario  che cattura il suo cuore. “Facciamo tutto quello che è in nostro potere per aiutare le ostriche a produrre le migliori perle possibili,” dice, “ma alla fine del giorno è veramente dipendente dalla natura quello che riceviamo.”

 

Collane di perle

Perle coltivate Australiane

Orecchini di perle Australiane

Gioielli di perle Australiane

Le perle dei mari del sud

 

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Perle di coltura barocche

Pubblicato il da Netperla

Le perle di coltura barocche


Perle Barocche

Collana-Perle-Barocche.png

 

Le perle di coltura Barocche:


Il termine "Barocco" è associato all'aspetto irregolare delle perle classificate in questa categoria. Non bisogna guardare a questa come una classificazione degradante o che minimizza la bellezza naturale delle perle.
Vero è che le perle perfettamente rotonde sono più rare e restano le più ricercate e la loro rarità determina un fenomeno di prezzi indiscutibile.
Tuttavia, ricercando la perfezione nella rotondità di una perla, si va anche verso l'uniformità.
Le perle di Tahiti, d'Australia o di acqua dolce di forma Barocca hanno la particolarità di essere  uniche. In effetti nessuna perla sarà identica ad un altra perla. L'aspetto "naturale" della forza dell'Oceano è ben presente nelle perle Barocche e ne fa la differenza.
Possedere una
collana di perle Barocche significa essere certi che nessun altra persona al mondo potrà avere una collana uguale di perle barocche. È questa forma di distinzione che hanno le perle barocche alle quali Netperla tiene moltissimo a ridare quel tocco di nobiltà.
Le perle di Tahiti barocche hanno inoltre il vantaggio di avere dei costi minori (per adesso) fino al giorno in cui la singolarità prenderà il sopravvento sull'uniformità, quando queste perle avranno un più alto valore in funzione della loro personalità.


Portare una collana di perle barocche è mostrare il proprio amore per la natura e per la sua bellezza sorprendente.
Osar portare delle perle dalle forme Barocche mostrandone con fierezza il simbolo e la singolarità, vuol dire determinazione.
Noi prestiamo una cura del tutto particolare alla selezione delle perle barocche, che siano perle di Tahiti o Australiane o altre, al fine di creare delle collane omogenee tanto nelle tinte quanto nella qualità della nacre e la brillantezza della superficie. La loro qualità in termini di materia e di spessore della madreperla è innegabile. Vi troverete anche dei riflessi e dei colori diversi su di una sola perla, mentre una perla ben rotonda ha più spesso un'uniformità del suo colore. Inoltre le perle barocche permettono di portare una sola perla che può essere di dimensione molto grande senza tuttavia che spendiate una fortuna, e molti uomini amano portare una perla su un laccio di cuoio sia come girocollo sia come bracciale.

Perle di coltura barocche

Collane di perle di Tahiti barocche

Perla barocca su laccio di cuoio

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La raccolta e la cernita delle perle di coltura

Pubblicato il da Netperla

Source: Bijoux en perles de culture

Gioielli di perle di coltura - La raccolta e la cernita delle perle

Come vengono immesse sul mercato le perle di coltura :

Processo di coltura, di cernita, di montaggio delle perle per essere utilizzate nei Gioielli.

  Le perle di coltura di acqua salata non potranno mai essere un prodotto di massa, poiché i capricci di Madre Natura sono imprevedibili e non lo permettono.

Milioni di ostriche perlifere vengono nucleate ogni anno (La
nucleazione è l'innesto di un nucleo nel mollusco),  ma solo una minoranza di molluschi potranno vivere e produrre delle perle di qualità.
Molte ostriche non sopravvivono al processo di nucleazione, altre ne escono indebolite e sono preda di malattie. Forti piogge e inondazioni provocano il mescolarsi di acqua salata e acqua dolce, che riduce drasticamente la salinità dell'acqua, essenziale per l'allevamento dei molluschi e per la loro buona salute, e tutti questi avvenimenti sono fatali per le ostriche.

   


A volte, certe specie di
fitoplancton hanno una crescita esplosiva che provoca la temibile «marea rossa» che esaurisce l'ossigeno nell'acqua e soffoca le ostriche.
Altri pericoli per le ostriche sono costituiti dai tifoni, dagli attacchi dei predatori, da parassiti, dalla mancanza di nutrimento nell'acqua e dall'inquinamento.

In media, solo il 50% delle ostriche nucleate sopravviveranno e produrranno perle, e solo il 20% di questo 50% produrranno perle di qualità da poter essere commercializzate. Il resto della raccolta è semplicemente troppo imperfetto per essere montato in
Gioielli.

Di conseguenza si comprende come una perla di qualità è veramente una perla rara, benedetta dalla natura. Meno del 5% del rendimento delle ostriche nucleate è di forma perfettamente rotonda, con un lustro e un colore degno d'essere considerato come una gemma. Questi sono i tesori preziosi della perla di coltura.

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Dopo la raccolta, nella fase di cernita le perle di qualità vengono selezionate e classificate.
Poiché non ci sono mai due perle assolutamente identiche, la cernita delle perle è un compito estremamente difficile e lungo che viene eseguito solamente da persone con mani e occhi esperti.
Ogni perla deve essere classificata per dimensione, forma, colore e bagliore, ogni perla viene manipolata così centinaia di volte.

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Dopo la fase di cernita, le perle vengono forate (la foratura delle perle permette di passare il filo di seta per annodarle e montarle in collane) con molta cura e precisione. Forare una perla è un'operazione molto delicata che se fatta da mani non esperte e con strumenti non appropriati può deteriorare irrimediabilmente la perla. Una perla su cui è stato fatto un foro anche solo leggermente fuori dal centro può rovinare una
collana o un altro gioiello poiché la simmetria è fondamentale nell'assemblaggio delle perle in gioielleria.

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L'ultima fase dopo la foratura è il montaggio dei gioielli, per cui bisogna selezionare le perle che possano abbinarsi insieme in armonia per la creazione di un gioiello, quindi creare degli insiemi selezionando al meglio le caratteristiche delle perle per ogni gruppo, e infine annodare i fili di seta con un nodo ad ogni perla. Questo può essere ancora più complicato della cernita, perché gli esperti devono ora confrontare le perle in ogni categoria e classificarle con più precisione per dimensione, forma, e confrontarne il lustro e il colore dei riflessi, e cercare con attenzione delle corrispondenze esatte per formare un gioiello perfetto.

  Perle-Australie-copie-1.jpg

   

L'arte di assemblare le perle per comporre una collana, un paio di orecchini o altri gioielli raffinati richiede delle competenze adeguate. Solo degli specialisti nel campo altamente qualificati con anni d'esperienza possono eseguire questo compito.

Per trovare 47 perle perfettamente omogenee per comporre una collana di perle Akoya di 40 cm, l'esperto deve comparare più di 10.000 perle.

Netperla è il votro specialista di gioielleria di perle di coltura su Internet.

Potrete trovare :

- Collane di Perle di Tahiti
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Collane di perle di Acqua Dolce
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Collane di perle nere

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Tel: 02 320620888 - 06 99369791
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informazioni@netperla.com

 


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Netperla: per la Vendita all'Ingrosso potete contattare
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Gioielli perle di coltura

 

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Perle di Tahiti - Gioielli di Tahiti - Kamoka

Pubblicato il da Netperla

 

 

 

Perle di Tahiti – Allevamento perlifero

 

L'allevamento perlifero Kamoka in Polinesia Francese, nostro partner per la coltura "ecologica" delle perle.

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La società Netperla – Interpearls, è lieta di annunciare che ha stabilito un partenariato con Kamoka Pearls, un allevamento perlifero che tiene molto all'ambiente, con una coltura "verde" delle perle nere di Tahiti. Una sezione speciale sarà presto dedicata a Kamoka su Netperla, con una linea di gioielli composti di perle di Tahiti provenienti dall'allevamento Kamoka, che utilizza esclusivamente i metodi più ecologicamente durevoli dell'aquacoltura.

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 "L'allevamento Kamoka si specializza nelle pratiche ecologiche durevoli, e le perle prodotte lo sono di maniera ecologica". Questo allevamento è molto sensibile alle problematiche ambientali,  l'elettricità necessaria per l'allevamento viene prodotta per energia solare ed eolica, sfruttando il sole e il vento, ed i granelli dei nuclei che vengono utilizzati per coltivare le perle sono ottenuti da un'idea molto ecologica".

 Quasi tutti gli allevamenti perliferi del mondo utilizzano dei nuclei ottenuti da conchiglie di cozze selvagge, di provenienza dal fiume Mississippi. Questa sovrappesca mette in pericolo l'esistenza di questo mollusco nord-americano.

Nell'allevamento Kamoka i coltivatori utilizzano dei nuclei estratti dalla nacre MOP, un prodotto naturale estratto dalle loro ostriche. Sono stati la prima impresa in Polinesia ad utilizzare dei nuclei MOP, ed il Servizio della Perlicoltura di Tahiti ha constatato, mediante test indipendenti, che l'allevamento Kamoka ha prodotto tre volte più perle di buona qualità di qualsiasi altro allevamento che si serve di altri nuclei.

 «Siamo molto felici di questo partenariato con l'allevamento Kamoka, e la nostra equipe di Netperla sta  preparando una nuova linea di gioielli Kamoka che comporterà delle collane di perle, orecchini di perle, braccialetti di perle, e pendenti di perle»


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 A proposito di Netperla.com :

 Netperla fa parte di una compagnia mondiale di vendita online di perle che vende le più belle perle del mondo fino al 80% di riduzione sui prezzi al dettaglio del mercato.

 

A proposito dell'allevamento Kamoka :

Josh Humbert è il proprietario gestore dell'allevamento Kamoka. L'allevamento perlifero è situato nell'atollo di Ahe, un anello corallino a solo qualche metro sopra il livello dell'oceano, che circonda una laguna di più di 120 km². Ahe si trova a 500 km a nord-est di Tahiti, nell'arcipelago di Tuamotu. L'accoglienza degli abitanti e l'eccezionale bellezza del paesaggio fanno di Ahe il paradiso tropicale per eccellenza.


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La famiglia di Josh Humbert è arrivata sull’atollo all'inizio degli anni '70 a bordo di un veliero che i suoi genitori hanno costruito con un budget ridotto. La famiglia ha poi deciso di stabilirsi qui e ha costruito una capanna di rami di palma da cocco.

  Il fratello di Josh ha frequentato la sola scuola elementare dell'isola, mentre Josh iniziava la sua storia d'amore con l’oceano ed i suoi abitanti. Il padre di Josh andava a pescare con i pescatori locali e ha trasformato in freezer la cabina del veliero per transferire il pesce fresco di Ahe fino al mercato di Tahiti. Sfortunatamente, il veliero ha finito per arenarsi su una scogliera, e la famiglia si è in seguito separata; il padre di Josh è rimasto a Tahiti, mentre suo fratello, sua madre e Josh sono rientrati in California.

La famiglia ha tuttavia conservato un legame molto forte con Ahe. Nel 1991, il padre e il fratello di Josh sono ritornati sull'atollo per fondare Kamoka Pearl. Il padre di Josh è sempre stato un appassionato dell’oceano. La sua comprensione del mare l’ha spinto a credere che delle belle cose potevano essere estratte dalle acque ricche di nutrimento, vicino allo stretto della laguna. Josh ha preso parte al progetto un anno dopo, quando suo fratello rientrava negli Stati Uniti per prendere il diploma di architettura. Josh era allora nel mezzo dei suoi studi di biologia marina, quando ha realizzato che poteva imparare tanto dalla acque del Sud Pacifico quanto tra i banchi dell'Università.

Nel 2002, il padre di Josh gli vendette il suo allevamento. Gli inizi furono difficili, in particolare a causa della crisi che colpì il settore solo un anno più tardi. Più di un terzo degli allevamenti perliferi dovettero chiudere, a causa della crisi e del crollo dei prezzi. L'allevamento Kamoka è rimasto a galla grazie alla qualità delle sue perle, ma fu una prova molto dura.

 

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Josh ha dovuto ridurre il suo effettivo da 22 persone a 5 solamente. L'allevamento Kamoka è sempre stato gestito come un'impresa familiare, e doversi separare di persone fedeli come i suoi lavoratori fu molto difficile. Da dopo questo crollo, il mercato si è rialzato di circa il 30%, che corrisponde ai costi di produzione della maggior parte degli allevamenti perliferi.

L'equipe Kamoka  è cresciuta di nuovo a 10 persone, misura ideale per il mercato attuale. La ragione principale che spiega un ritorno di investimento difficile per i perlicoltori, mentre i prezzi delle perle restano elevati, è una rete di distribuzione complessa tra il perlicoltore e l’acquirente finale.

 

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Sui metodi di perlicoltura:
L'allevamento Kamoka si è costruito sulla base del rispetto reciproco: il rispetto per il lavoro nell'allevamento che spinge a produrre delle perle di alta qualità ed il rispetto per l’ecosistema fragile nel quale viviamo e lavoriamo ove nascono i metodi ecologici di perlicoltura, durevoli ed  ecologici. E infine il rispetto che ogni membro dell'equipe Kamoka ha per il loro progetto comune che permette loro di eccellere nella coltura delle perle. Siamo convinti che il consumatore di oggi saprà apprezzare il giusto valore delle perle di coltura prodotte in maniera rispettosa e responsabile.


Sulle Ostriche e sulle Perle:
Tutto quello che è prodotto proviene dall’oceano. Le ostriche perlifere cominciano la loro vita nel mezzo del plancton, tra le acque della laguna. Dopo tre settimane di vita nel mezzo delle correnti, producono una conchiglia e si aggrappano ad una superficie idonea. Si devono ora installare dei collettori in momenti chiave dell’anno e in luoghi suscettibili di offrire un rifugio ideale alle ostriche.

A circa due anni e mezzo di età, le ostriche sono sufficientemente grandi per produrre delle perle. Il processo è iniziato dall'introduzione di un innesto di un granello di tessuto di un mollusco donatore. Si tratta di una vera e propria operazione chirurgica. Un buon trapianto richiede degli utensili sterili e affilati, un antibiotico, una cura minuziosa e un gesto estremamente preciso. Il mantello è la parte dell’organismo dell’ostrica che produce la nacre dai colori così particolari da caratterizzare le perle di Tahiti.

L'innesto implica il trapianto di un pezzetto di mantello da un'ostrica donatrice ad un'ostrica ricettrice. La maggior parte della ricerca effettuata nell'allevamento Kamoka si concentra sulla natura complessa del tessuto innestato che condiziona la qualità della perla. Le ostriche donatrici vengono selezionate meticolosamente per la bellezza ed i colori della loro nacre, poiché è il mantello di queste ostriche che sarà all'origine del colore delle perle.

La tappa successiva del processo di innesto è l'inserzione del nucleo, o nucleazione. Si tratta di una piccola biglia  da sei a otto millimetri di diametro attorno alla quale si forma la perla. I ricercatori giapponesi che hanno inventato l'innesto delle ostriche perlifere, avevano scelto di utilizzare la conchiglia di una cozza perlifera selvaggia del Mississippi, la cui densità era giudicata ideale. Ad oggi, la maggioranza dei nuclei provengono da questi molluschi. Questa pratica ha provocato uno sfruttamento eccessivo che sta mettendo in pericolo la loro esistenza.

Presso l'allevamento Kamoka, tutti i nuclei utilizzati provengono da madreperla di Pinctada Margaritifera, la stessa ostrica che produce le perle di Tahiti. Si tratta della prima società in Polinesia che utilizza dei nuclei fabbricati a partire da ostriche perlifere locali. Il Servizio della Perlicoltura della Polinesia Francese <http://www.perle.gov.pf>  ha realizzato dei test che mostrano che questi nuclei permettono di produrre tre volte tanto delle perle di qualità A.


Immediatamente dopo l'innesto, le conchiglie delle ostriche vengono forate alla base e poste in cesti di protezione. I cesti sono in seguito sospesi a dei supporti e immersi nelle acque limpide della laguna, per un anno e mezzo, permettendo la formazione delle perle che si sviluppano e crescono all'interno delle ostriche. Queste vengono infine ritirate dall'acqua, e le perle vengono estratte delicatamente. Si può quindi procedere ad un nuovo innesto, con un nucleo di dimensioni pari a quelle della perla prodotta. Alla raccolta di questo secondo innesto, un terzo può ancora essere effettuato. Anche se molto rararamente, può succedere di utilizzare dei nuclei fino a 18 mm di diametro. Purtroppo, la qualità della madreperla prodotta descresce all'invecchiare dell'ostrica, cosa che rende particolarmente rare le perle di molto grande dimensione di alta qualità.

 

Netperla è il vostro specialista di gioielli in perle di coltura e in particolare delle sublimi perle nere di Tahiti :
 

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Email:  informazioni@netperla.com

 Sede Legale:

Netperles - Interpearls
50 avenue du Montjoli
 BP 10044
 06113 Le Cannet Cedex


Con la cordiale autorizzazione di Josh Humbert di Kamoka che ringraziamo per il suo rispetto del pianeta.
Josh è anche un fotografo e le sue fotografie sono sublimi.

Gioielli di Perle di Tahiti

 

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LA COLLANA E LE SUO ORIGINI

Pubblicato il da Netperla



La collana e le sue origini
 
 Storia della collana.

Le prime collane preistoriche venivano create spesso con delle ossa.  

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Le collane in oro sono apparse in Mesopotamia circa 2500 anni a.C. e delle pietre sono state aggiunte circa 2000 anni a.C.


Delle pesanti collane in oro venivano portate da ricchi uomini e donne dell'antico Egitto.

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La nobiltà persiana portava già delle collane 500 anni avanti Cristo.
I pendenti divennero popolari in Grecia nel periodo tra il 500 e il 300 a.C.
L'oro nelle collane divenne molto diffuso durante l'impero greco e particolarmente ai tempi di Alessandro Magno


Gli etruschi in Italia portavano già delle collane in oro nell' ottavo secolo a.C.

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I romani hanno portato abitualmente collane in oro e pietre preziose solamente dopo il primo secolo della nostra era.
Non usava portare molte collane agli inizi dell'Europa medievale, che fu un periodo assai spoglio nell'abbigliamento, in seguito collane choker e altre collane spesso fatte di perle o con dei pendenti in pietre preziose e in metallo, o con delle croci in metallo, divennero di moda nel rinascimento.

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In Asia le collane si sono portate fin dalla notte dei tempi.
Gli indiani sono conosciuti per le loro collane in filigrana d'argento, per le loro perle d'argento, le loro pietre preziose e semi-preziose, con differenti stili a seconda delle regioni e delle tribù.

I nobili aztechi nel messico precolombiano portavano delle collane in oro con forme di animali.
Gli abitanti delle isole Hawai hanno portato delle collane di fiori freschi per dei secoli.


La collana comme attributo di bellezza è quindi un oggetto che esiste da molto tempo, ed era anche  portato particolarmente da uomini. In Kenya, gli uomini Masai si mostravano abbigliati in maniera più  ricca che le donne Masai.
L'uomo ha sempre rivaleggiato d'ingegnosità per creare dei gioielli e degli ornamenti preziosi.

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Oggi, la collana da uomo sta tornando di moda. Gli uomini portano delle catenine in oro di stile classico, ma una perla di Tahiti su di un cavo in oro, o un laccio di cuoio è diventato un gioiello di tendenza.

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Dopo essere stato molto sofisticato per dei secoli, l'uomo si preferiva in stile semplice nel XX° secolo, poi arrivarono i profumi e le Eaux des toilette per uomo, i deodoranti, le creme di bellezza per il viso, e oggi gli uomini usano anche portare dei gioielli.

Netperla vi propone dei cavi in oro con delle perle, delle perle di Tahiti  su laccio di cuoio et molti altri modelli  che potremo creare per voi.

Perle Akoya

Collane di perle di Tahiti

Collane di perle di acqua dolce

Gioielli di perle di Australia

                                                             LA COLLANA E LE SUO ORIGINI , Moretti Valentina

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Perle di coltura di Acqua Dolce

Pubblicato il da Netperla

Perle di coltura di Acqua Dolce :

 

Una grande ironia nella storia delle perle di coltura è che sia proprio la meno cara delle perle di coltura presenti sul mercato a far da rivale per qualità alle perle naturali di una volta.
In effetti, le perle prodotte dai mitili di acqua dolce si trovano oggi nel cuore dell'attività di vendita di gioielli in perle .

Le perle di acqua dolce sono prodotte da mitili, o cozze, nello stesso modo in cui le perle di acqua salata sono prodotte dalle ostriche. Un corpo estraneo, generalmente un minuscolo granello o un parassita, viene inserito in un mitile da cui non puó essere espulso. Per autodifesa e per combattere l'intruso irritante, il mollusco riveste allora il corpo intruso con le stesse secrezioni utilizzate per costruire la sua conchiglia di madreperla.

Per la coltura dei mitili di acqua dolce, gli allevatori aprono appena la conchiglia, ritagliano delle piccole fessure nel mantello dentro il tessuto del mollusco, ed inseriscono in questa fessura delle piccole parti di tessuto vivente del mantello di un mollusco donatore.
Nei mitili d'acqua dolce, l'innesto da solo è sufficiente a far cominciare la produzione di madreperla. La maggior parte delle perle di coltura di acqua dolce sono composte interamente di madreperla, proprio come le perle naturali di acqua dolce e di acqua salata dette "Perle Fini".

 

Perle-fini

 

Biwa

Lungo tutto il secolo scorso, i giapponesi hanno dominato l'industria della perla di coltura. I cinesi sono stati i primi a coltivare i mitili d'acqua dolce per produrre delle perle. La prima coltura di perle d'acqua dolce originarie dal Giappone fu testata poco tempo dopo il successo iniziale nella coltura delle perle d'acqua salata, dagli agricoltori giapponesi esperti nelle cozze di acqua dolce nel lago Biwa, un grande lago, nei pressi di Kyoto. 

 

Biwa-Perle

L'inizio del commercio delle perle d'acqua dolce apparve negli anni 1930. Le perle Biwa, tutte di madreperla, hanno dei colori ancora mai visti nelle perle di acqua salata. La loro brillantezza e la profondità dei riflessi rivaleggiano con le perle naturali. Nonostante con la seconda guerra mondiale si sia interrotta la circolazione delle perle del lago Biwa, negli anni 1950, in Giappone, le perle d'acqua dolce vengono offerte a prezzi meno costosi rispetto alle perle di coltura d'acqua salata, e con i colori naturali che possono vantare le perle d'acqua dolce.

Il successo delle perle Biwa e la pubblicità che era stata fatta era stata cosí efficace che, fino a pochi anni fa, tutte le perle d'acqua dolce venivano sistematicamente denominate “Biwa”, qualsiasi fosse la loro origine e anche se questi riferimenti erano illegali, a meno che le perle son fossero effettivamente provenienti dal lago Biwa. Visitando il lago Biwa, nel 1973, ci si sarebbe potuti rendere conto che la produzione di perle d'acqua dolce aveva ancora prosperato. Ma, malgrado il lago avesse fornito le perle d'acqua dolce alla maggior parte del mondo, c'erano già dei segni evidenti che lo sviluppo avrebbe oramai raggiunto i suoi limiti.

Nel 1984, si poteva osservare che la produzione delle perle del lago Biwa sopravviveva a malapena, a causa dell'inquinamento degli allevamenti, poiché le industrie intorno al lago avevano inquinato tutte le distese d'acqua. Ma di già le perle di coltura d'acqua dolce della Cina rivaleggiavano con le loro omonime del Giappone, cosí belle in qualità come nella scelta dei colori.

Al diminuire della produzione delle perle Biwa in Giappone,la Cina riempí il vuoto con successo. La Cina ha tutte le risorse che il Giappone non ha: un'enorme massa terrestre con disponibilità di innumerevoli laghi, fiumi e canali di irrigazione, una forza lavoro flessibile con costi di mano d'opera inferiori al Giappone, ed è un paese che a disperatamente bisogno di moneta forte.

Nel 1968, la Cina ha sorpreso il mondo con delle raccolte di perle di coltura d'acqua dolce in quantità enormi ed a prezzi ridicolmente di buon mercato. Sfortunatamente per la reputazione della Cina come produttore, e per l'impressione con il pubblico, i cinesi offrono con questa prima ondata di perle cinesi, negli anni 70 e 80, delle perle di forme barocche non molto convenzionali. Immediatamente soprannominate "Rice Krispies" come i cereali americani o "Grani di riso", queste perle non potevano in nessuna maniera rivaleggiare con le migliori perle del lago Biwa. La seconda ondata di perle provenienti dalla Cina invade il mercato con una qualità già migliore. Ma è tra il 1984 e il 1991 che la Cina ha imparato, in fretta e bene, a dominare le tecniche e le migliori forme delle perle con colture più lunghe e una scelta tra i colori più eleganti. La Cina ha quindi continuato a sperimentare. Venne allora la terza ondata travolgente delle perle d'acqua dolce di provenienza dalla Cina. A partire dagli anni 90, la Cina ha sorpreso il mercato delle perle con dei prodotti di una tale qualità che queste perle stanno rivoluzionando il mondo della perla. Le forme, lo splendore, e i colori della nuova produzione cinese corrispondono alle perle Biwa per qualità e talvolta addirittura le superano. Inoltre i colori delle perle come i colori “pesca” o “lavanda” sono unici. 

 

Perle-Lavande

Perle-acqua-dolce.gif

Come testimonianza del successo della Cina, una volta selezionate, le perle d'acqua dolce cinesi sono ben rotonde e cosí belle da poter essere facilmente confuse con le perle d'acqua salata Akoya. La Cina vende le perle bianche fino a 7 mm a circa un decimo del prezzo delle perle di coltura d'acqua salata del Giappone.

 

Perle-Akoya
La produzione di perle d'acqua dolce è anche composta di perle dalle forme irregolari, o barocche, che hanno un certo fascino e sono vendute a prezzi molto bassi. Una selezione delle perle più rotonde è necessaria per realizzare dei gioielli d'eccezione. Due qualità ci sono sembrate abbastanza belle da meritare di essere definite gemme, una perla d'acqua dolce quasi ben rotonda, dalla supericie netta e ben brillante, detta qualità AA+ secondo le norme di GIA, e una perla d'acqua dolce ben rotonda, dalla surperficie netta e ben brillante, detta qualità AAA secondo le norme di GIA. Attiriamo la vostra attenzione su dei negozianti poco scrupolosi che presentano perle di qualità AAA (o perfino con menzioni fantasiose AAA+ o AAAA, poiché sono gradi inesistenti nei sistemi di classificazione) per far credere che si tratti di qualità di alta gamma. Sarà difficile per il consumatore non esperto o poco attento smascherare questi numerosi venditori (in particolare sui siti di vendite ad asta) che propongono delle collane di perle a 1 Euro !

L'acquisto di gioielli di perle di coltura è un acquisto per tutta la vita, conviene non avere fretta, non esitare a telefonare o scrivere al venditore che ha attirato la vostra attenzione per avere dei consigli. Rivolgetevi ad uno specialista di perle di coltura, cosí come fareste per l'acquisto di un diamante, un professionista, preferibilmente basato in un paese della Unione Europea, che vi garantirà la qualità delle perle, e che si impegnerà con un certificato di autenticità, una fattura, un prodotto già sdoganato secondo le regole della legge, una guida per la cura e conservazione delle perle, e un professionista verso il quale potrete sempre rivolgervi per fare reinfilare o modificare le vostre collane di perle, o per porre tutte le domande che vorrete anche molto tempo dopo il vostro acquisto. Netperla vi propone una grande scelta di gioielli di perle di coltura, perle d'acqua dolce, perle d'acqua salata Akoya, Perle nere di Tahiti, Perle bianche o dorate d'Australia, con i nostri modelli in catalogo o con ordini speciali su misura, creati per voi nel nostro laboratorio. Jeremy, il nostro globe trotter negli allevamenti di perle d'acqua dolce :

 

Zhuji-Jeremy

 

 

Zhuji-perle-di-acqua-dolce

Perle di acqua dolce

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Perle di coltura - L'origine contestata delle perle

Pubblicato il da Netperla

L'origine contestata delle perle di coltura

Da dove apprendiamo che la perla di coltura è un'invenzione australiana.
Dos O'Sullivan

Fonte di informazione : Austasia Aquaculture: 12(4), agosto/settembre 1998


Secondo questa fonte, la prima persona a scoprire il segreto della produzione di una perla di coltura   da parte di un'ostrica non fu affatto il celebre Mikimoto ma un impiegato di servizio della pesca in Australia, William Saville Kent, nel 1890. John Saltmarsh, figura dell'industria perliera di Queensland da più di 15 anni, mette in chiaro questo malinteso della storia.
Uno dei perlicoltori più conosciuti nel Queensland è John Saltmarsh, la cui impresa familiare Roko Pearls opera nello Stretto di Torres da più di 15 anni. In una recente conferenza, John Saltmarsh ha sorpreso molti dei suoi spettatori sottolineando che la prima persona a produrre perle di coltura non fu Mikimoto, ma bensì un agente dei servizi della pesca d'Australia, nel 1890.
L'ostrica perlifera viene sfruttata in Australia da molto tempo.

Da oltre un secolo, le ostriche perlifere delle acque che bagnano le coste Nord dell'Australia, sono state sfruttate per la loro madreperla. La scoperta di una perla naturale era all'epoca considerata come un profitto inatteso nell'ambito della raccolta della madreperla o nacre. Così, le ostriche perliere  vengono spesso battezzate "nacre". Durante la Seconda Guerra mondiale, la filiera della madreperla è riuscita a sopravvivere a scapito di severe perturbazioni, senza tuttavia mai rimettersi interamente a causa dell'arrivo della plastica nella fabbricazione dei bottoni. Dalla fine del secolo precedente, pochi si sforzarono di coltivare le ostriche perlifere.  G. S. Streeter di Broome è conosciuto per avere coltivato, negli anni 1890, delle semiperle a Roebuck Bay, eseguendo dei piccoli fori nella conchiglia delle ostriche vive e inserendovi delle piccole particelle sferiche di nacre, formando un nucleo.

È nel 1956 che la perlicoltura vede realmente il giorno, con la creazione di un allevamento appartenente a Pearls Proprietary Ltd, un consorzio australo-japonaise di Kuri Bay, a 420 km a nord di Broome, in Australia occidentale. Dal 1973, Kuri Bay è reputata di produrre quasi il 60% delle più belle perle rotonde, semiperle e perle barocche del mondo. Oggi, la perlicoltura è l'industria di acquacoltura australiana più importante; essa rappresenta ogni anno da 200 a 250 milioni di dollari australiani. La principale specie coltivata è la Pinctada maxima, l'ostrica dalle labbra dorate, a nord-ovest dell'Australia occidentale (al primo capo attorno a Broome), sulla penisola di Coburg e nella regione di Darwin e di Bynoe Harbour (Territorio del Nord), e infine nella parte nord del Queensland, essenzialmente nella regione dello stretto di Torres. I sommozzatori raccolgono sui fondali marini le ostriche perlifere selvagge, nel quadro di un sistema  che previene il sovrasfruttamento della specie.

La cultura tradizionale su zattere continua ad essere utilizzata in certe parti dello stato del Queensland; tuttavia, la maggior parte dei perlicoltori utilizzano palamiti di superficie o immersi. La coltura nel fondale perdura in alcune zone. Dei pannelli di griglie di plastica trattengono le ostriche perlifere in sacche individuali, cosa che facilita la loro pulizia periodica con getti d'acqua ad alta pressione, a partire da imbarcazioni annesse.

"Tutti considerano che il celebre Mikimoto fu il primo a scoprire il segreto che l'uomo cercava da sempre, e cioè il modo di indurre un'ostrica perlifera a produrre una perla", racconta John Saltmarsh a Austasia Aquaculture. "Si è narrata spesso la storia del giovane figlio del fabbricante di tagliatelle giapponesi il cui sogno era quello di rendere le perle accessibili alle donne normali di tutto il mondo, e questo ancora di recente in un documentario, The Mystique of the Pearls. Mikimoto fu senza alcun dubbio un gigante dell'industria dei nostri tempi... ma non è lui l'inventore della  perlicoltura."Secondo John Saltmarsh, Mikimoto ha senza dubbio aperto più di chiunque altro la strada all'industria perliera, ma non ha scoperto il segreto della perla."Nel 1907, altri due giapponesi depongono, indipendentemente l'uno dall'altro, un brevetto concernente la produzione di una perla sferica in un'ostrica perliera. Il primo, M. T. Mise, è carpentiere in un villaggio; il secondo, il Dottor Nishikawa, è biologo. Uno vive sull'isola settentrionale del Giappone, l'altro sull'isola meridionale."

La coincidenza è già strana, poiché i due uomini non si conoscono, e non si sono mai incontrati. Eppure, a una settimana di intervallo, entrambi depongono una domanda di brevetto relativo alla produzione di perle di coltura sferiche. In entrambi i casi, il metodo è lo stesso. Secondo John Saltmarsh, è Mikimoto che, in seguito, rende celebre la procedura, ma il brevetto tratto dai principi e dal metodo fu attribuito al Dottor Nishikawa, che ne condivise la proprietà con  M. Mise.
Come il Dottor Nishikawa e M. Mise scoprirono il segreto della fabbricazione delle perle ? La risposta ci porta in Australia.

La paternità del procedimento ritorna all' Australia.

La fine degli anni 1800 in Australia del Nord è segnata dalla presenza della grande flottiglia perliera giapponese, la flottiglia del mare d'Arafura. Secondo John Saltmarsh, sono più di 400 barche giapponesi che operano nelle acque dello stretto di Torres, con fino a 2 000 giapponesi insediati a Thursday Island.
La madreperla è una merce di grande valore sui mercati mondiali dominati dai giapponesi.
"L'intendente per la pesca del Queensland è all'epoca William Saville Kent", racconta John Saltmarsh. "Le perle lo affascinano. Studia il metodo di coltura delle semiperle utilizzate dai cinesi che, da molto tempo, producono dei modellini di madreperla del Buddah. Nella conchiglia di un'ostrica perlifera di acqua dolce, inseriscono un minusculo Buddah di rame sotto il mantello, contro l'interno della conchiglia, prima di fissarlo ad un pezzetto di filo che esce da un foro. È questo stesso metodo utilizzato ugualmente da G. S. Streeter."
"William Saville Kent migliora il procedimento incollando il nucleo all'interno della conchiglia grazie ad un adesivo di resina riscaldata. È ad Albany Passage, vicino a Thursday Island, che stabilisce la prima produzione di Perle di coltura Australiane. Le sue semiperle raggiungono un prezzo elevato e  fa per  anni esperimenti per ottenere perle rotonde. Nel 1890, produce con successo una perla di coltura veramente sferica."
Sicuramente non realizza il valore del frutto dei suoi sforzi, poiché egli rende partecipe del suo metodo chiunque sembra interessarsene. Egli promette di pubblicarne la descrizione, intravedendo forse qualche prospettiva commerciale, ma senza mai farlo. Alla sua morte, nel 1906, l'allevamento di Albany viene venduto, il suo metodo e il suo procedimento tecnico anche.
Il Dott. Alvin Seale riporta nel luglio 1910, nel Journal of Science, che l'australiano che ha acquisito l'allevamento sperimentale di William Saville Kent è riuscito a coltivare delle perle sferiche secondo il metodo appreso nella sperimentazione. "Ma questo signore deve avere cessato di interessarsene poiché non si sente più parlare dell'allevamento di Albany", precisa John Saltmarsh.
Ma torniamo al Dott. Nishikawa et à M. Mise : questi hanno avuto qualcosa in comune. Tanto il suocero di M. Mise che viveva con lui, che il Dott. Nishikawa erano impiegati nella flottiglia perliera del mare di Arafura a Thursday Island, all'epoca in cui William Saville Kent non smetteva di parlare del suo metodo di coltura di perle rotonde.
Nel 1968, Joan Young Dickinson è la prima a rendere pubblica questa incredibile coincidenza. Nella sua opera The Book of Pearls, scrive: "Sembra che, verso la fine del XIX° secolo o all'inizio del XX°, un produttore di ostriche australiane sconosciuto scopre il buon metodo... e trasmette il suo segreto senza volerlo a due giovani brillanti giapponesi".
Le perle dei mari del sud allevate in Australia occupano il primo posto in un mercato fruttuoso e molto specializzato; è dunque buono a sapersi che c'è un australiano all'origine del procedimento di produzione.

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Bibliografia
I paragrafi sulla produzione e la storia dell'industria perliera in Australia sono estratti da una comunicazione di David (Dos) O'Sullivan, Rick Scoones, Derek Cropp et Owen Bunter, intitolata "The Old and the New of Australian Pearl Production", presentata alla conferenza World Aquaculture '98 che si è tenuta a Las Vegas, negli Stati Uniti d'America, dal 15 al 19 febbraio 1998.

Visto su lamaisondelaperle.be

 

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